Piccola guida per turisti estivi (e non) di passaggio a Trieste
e magari anche con voglia di mare in Istria!

vers. 09.2010



Trieste - il castello di Miramare

Se siete diretti a Trieste
non lasciatevela scappare! Oltrepassato il casello autostradale di uscita di Trieste-Lisert, siete ora sulla "superstrada"
triestina, e dopo aver superato il distributore AGIP e subito dopo il bivio per Duino non lasciatevi convincere dalle indicazioni "Slovenia"
diritto, e imboccate invece decisi sulla destra il bivio a "V" per
Trieste/Sistiana, dove la strada "costiera" con un tracciato molto
spettacolare vi porterà in città lungo il costone sul mare. Per godere del panorama, potrete qui fermarvi in corrispondenza di alcune
piazzole di sosta, ma ci sono anche tante possibilità per raggiungere il mare,

- comode e molto frequentate in estate: voltando ad esempio per la baia di
Grignano, oppure fermandovi un po' prima allo stabilimento
Riviera con annesso bell'albergo e con il mare raggiungibile attraverso un particolare ascensore, e soprattutto subito prima di
raggiungere Trieste nel lungo-mare dal bivio per il
Castello di Miramare fino a Barcola,

- o meno comode ma più tranquille: calandovi dal primo piazzale a Sistiana alla selvaggia
Costa dei Barbari, o scendendo alla
spiaggetta sassosa ai
Filtri di Aurisina, oppure a quella di Canovella e allo stabilimento Alle Ginestre (dal bivio per il
complesso Europa).

La costiera è molto panoramica e merita senz'altro la deviazione, ma è spesso trafficata e se siete in ritardo e dovete purtroppo
raggiungere velocemente la
città, dopo il casello proseguite invece diritto lungo la "superstrada" in direzione "Slovenia", uscite poi a
Prosecco e imboccate la statale per Opicina dove alla rotonda del quadrivio volterete a destra raggiungendo subito il piazzale
dell'
Obelisco sul crinale (merita la sosta) e da qui vi calerete velocemente con bella vista sulla città.

clicca la mappa x ingrandire


Arrivati a Trieste
fermatevi assolutamente a visitare la città! In particolare le Rive appena rinnovate, la Piazza dell'Unità d'Italia che si affaccia sul
mare (prendete un aperitivo al
Caffé degli Specchi o al Bar Audace, oppure li vicino, allo storico Caffé Nicolò Tommaseo,
o fermatevi nei tanti bar/enoteche per un
calice, per un "rodoleto" di prosciutto cotto caldo, o per un piatto di porcina dal famoso
Pepi s'ciavo in Piazza della Borsa), il Molo Audace, la Cattedrale ed il Castello di San Giusto, e le tante mostre allestite
soprattutto nel periodo estivo al
Museo Revoltella, al Museo Sartorio e all'Orto Lapidario, o fate una piccola escursione
al vicino
Castello di Miramare (con gli spettacoli serali estivi sul mare), o sul Carso alla Grotta Gigante, enorme cavernone
sotterraneo, o se credete al
Santuario di Monte Grisa (con una delle migliori viste sul Golfo) o alla deliziosa chiesetta sulla
Rocca di Monrupino.

Se poi siete appassionati di
escursioni o arrampicata, non perdetevi una visita alla Val Rosandra, palestra del mitico Emilio
Comici pioniere del sesto grado, e alle pozze "rinfrescanti" del torrente; o alle impegnative ma brevi paretine all'imbocco della strada
pedonale
"napoleonica" a Prosecco. Un'altra bella passeggiata molto panoramica la trovate a Sistiana alla rotonda che scende
alla baia omonima, dove inizia il bel
sentiero Rilke, oppure percorrete la stessa pedonale "napoleonica" da Prosecco fino a
Opicina (dove all'
Obelisco c'è anche una fermata della tramvia, lo storico tram di Trieste, che vi porterà in città, con possibilità di
caricare anche le biciclette. E se volete conoscere la città in un suo momento particolare, veniteci il secondo fine-settimana di ottobre,
in occasione dell'ormai celeberrima
regata velica "Barcolana", dove oltre 1500 imbarcazioni sfidano ogni anno la Bora! E dove,
al sabato sera precedente la regata, c'è gran spettacolo in
Piazza dell'Unità d'Italia, con tutte le barche in bella mostra sulle Rive.

Se cercate un Albergo
in città c'è una vasta scelta (dal rinomato Duchi d'Aosta, ai Savoia e Jolly, all'Urban Hotel Design vicino a Piazza Unità,
al già nominato
Riviera sopra Grignano, ai buoni *** Continentale, Milano, Abbazia, Roma, ad alcuni nuovi garnì sbocciati
di recente nella città vecchia). Se avete voglia di fresco, provate a risalire a Opicina e a fermarvi da
Daneu, con annesso ristorante (con
cucina del Carso, a base di ottima carne, e provate magari lo "
stinco" di maiale con i "chifeleti" o con le "patate in tecia"). Se
avete questa necessità, un comodo
camping lo trovare sempre a Opicina, presso Prosecco, oppure a Sistiana all'imbocco della strada
che scende alla baia. Se avete voglia di
mangiar pesce, provate uno dei ristoranti lungo le Rive (Antico Pavone, Istriano), o nel
lungomare di Barcola
al Pescatore, alla Marinella, o ai 3Merli (con piacevole terrazza sul mare), o ancora Al Faro proprio ai
piedi del grande faro che domina il mare. E non dimenticate allora un buon bicchiere di
Prosecco, vino bianco che prende il nome
proprio dal paesino di Prosecco sul ciglione carsico sopra Trieste! Per godere il fresco la sera, anche sul tardi, un piccolo baretto molto
alla moda era l'ex Terrazza a Mare, ora
Voce della Luna, del bravo Marcello a Barcola (con tutta la gioventù di Trieste), o
anche la gelateria
Il Pinguino a fianco dell'Acquario in città sulle Rive. E il latino-americano si balla tutta l'estate (e tutta la notte) al
Cantera a Sistiana-mare (con tuffo in mare compreso).

Le osmize del Carso (nota).
Nel 1784 un decreto dell’Impero Asburgico, firmato dall'imperatrice Maria Teresa, autorizzava i contadini carsici a vendere ad avventori
e visitatori il vino, il mosto di frutta ed i generi alimentari da essi stessi prodotti, per periodi di otto giorni o multipli di otto durante tutto
l'arco dell'anno ed anche per più volte durante lo stesso anno, senza limitazioni di orari e di prezzi, ed esente tasse, ma a condizione che
la rivendita fosse indicata con una frasca in bella vista lungo la strada e sulla casa, pena la confisca dell'attività. Da questo privilegio
imperiale nasce anche il nome "osmiza": "osmica" in dialetto sloveno significa infatti ottavina, ed "osem" significa otto. Ed otto era anche
il numero dei giorni che ci metteva la frasca a seccarsi. E quindi: "osmiza", "osmizza" e "osmica"; tre diverse grafie che hanno origine
nella miscellanea mitteleuropea nel territorio triestino della Venezia Giulia, dove è possibile assaporare la genuinità delle genti carsoline
e dei prodotti delle loro terre. Un luogo tradizionale che diventa familiare anche per chi a Trieste o nel Carso è solo di passaggio, un luogo
dove tutti gli avventori si sentono uguali e che coinvolge indistintamente in tutti i sensi, un luogo la cui sede storica e naturale è la casa
di campagna, o addirittura la cantina, dove i contadini vendevano il proprio vino e gli alimenti prodotti dall'azienda. In Friuli le osmize
prendono invece spesso il nome di frasche e/o private, a seconda della zona in cui ci si trovano. Diversi aneddoti vengono raccontati su
questi luoghi, per esempio:


durante il ventennio fascista erano proibiti i bastoni ed altri corpi contundenti, gli oppositori al regime avrebbero potuto usarli contro le
camicie nere, così diverse private (osmize o frasche) avevano una botte nel locale con baccalà essiccato, che all'occorenza diventava
un buon bastone…


La festa del Likof (nota).
Il likof era la festa delle grandi occasioni, legate ai momenti più importanti della vita familiare e lavorativa del contadino, ma sul Carso
triestino era ed è tuttora anche un momento di festa durante la costruzione di una casa, quando sia arriva finalmente a completare il
tetto, e vi si pone una frasca beneaugurante. E poi il likof lo si organizza anche in tante altre occasioni, al termine di un qualsiasi lavoro
o fatica, ma comunque ci sia qualcosa di bello da festeggiare! ...tanti amici ...una bella compagnia!

Buona permanenza!

altre notizie su Trieste e sulla Regione, in:

 
AIAT
- Agenzia di Informazione e Accoglienza Turistica: www.triestetourism.it
CAT - Consorzio Albergatori Trieste: www.cat-trieste.com

  Turismo FRIULI VENEZIA GIULIA: turismo.fvg.it - Trieste

Per visitare poi il Carso sloveno
passate il vecchio confine, ormai aperto, a Basovizza e raggiungete Lipiza (Lipica) dove oltre al casinò e alla bella piscina ci sono i
famosi allevamenti dei bianchi
cavalli "lipizzani" della scuola di Vienna (e dove i puledrini nascono incredibilmente neri!). Se vi fermate
per mangiare qualcosa,
specialità di carne tipiche del Carso sloveno sono i cevapcici (polpettine di carne con molto aglio, di solito
accompagnate anche da cipolla cruda e da una salsetta rossa piccante chiamata
Ajvar), i rasnici (spiedini di carne mista), o la
lubjanska (fettina impanata di vitello o di pollo con prosciutto e formaggio). Per dolce ordinate una gubanica (si pronuncia
"gubaniza", a base di ricotta). E ovviamente provate gli ottimi vini locali della valle del Vipacco, e con la carne di maiale il vino
Terrano,
un vino molto acidulo che vi donerà un sorriso davvero "violaceo"! Ricordate che dal 2008 in Slovenia, per percorrere le autostrade e anche
le superstrade, è necessario acquistare preventivamente la
famigerata vigneta pagando, come già in Austria, una tassa.

Il Carsismo (nota).
Sono stati proprio i particolari e diffusissimi fenomeni geomorfologici del sottosuolo (ipogei) e della superficie del
Carso (epigei) a far
nascere proprio in quest'area attorno a Trieste le scuenze ed attività speleologiche con lo studio dei fenomeni legati alla dissoluzione
delle rocce carbonatiche (i calcari) da parte delle acque di superfcie e sotterranee. Dopo aver visitato nel Carso triestino la
Grotta
Gigante
, e dopo aver magari raggiunto la Grotta dell'Orso presso Bristie, fenomeni carsici assolutamente da vedere nel Carso
sloveno sono in primo luogo le
Grotte di San Canziano (Skocjanske Jame) presso Divaccia (Divaca) dove il famoso Fiume
Timavo
(Reka) che nasce a Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica) ai piedi del Monte Nevoso (Sneznik, 1800m s.l.m.), dopo un primo tratto
in superficie si inabissa nelle grotte e riemerge in Italia, dopo un percorso sotterraneo quasi del tutto sconosciuto di oltre 40km, alle
risorgive di S. Giovanni di Duino (per oltre un secolo unica fonte di approvvigionamento idrico della città); le estesissime
grotte di
Postumia
(Postojna jama) anch'esse ben attrezzate per la visita; il favoloso Rio dei Gamberi (Rakov Skocijan) sempre presso
Postumia (Postojna), anch'esso in parte sotterraneo e con dei bellissimi archi naturali, e con il vicino grande lago carsico di
Cerknica
che termina in un inghiottitoio, come d'altra parte tutte le linee d'acqua presenti in quest'area.

Se volete raggiungere il mare dell'Istria
potete passare il vecchio confine di Stato a Pese, oppure a Aquilinia/Rabuiese, o a Muggia/Lazzaretto. A Trieste, per far prima seguite
le Rive in direzione Sud, imboccate la superstrada e uscite dopo qualche km seguendo le indicazioni "Muggia" o meglio ancora quella
successiva "Muggia/Slovenia" per dirigervi ad Aquilinia/Rabuiese. Approffittate prima per una visita al borgo di
Muggia sul mare, con il
il suo caratteristico piccolo squero (e gli apprezzati ristorantini di pesce..., e dove è anche consigliabile il "frittolino" della
cooperativa
pescatori
, molto apprezzato dalla troupe televisiva di PianetaMare), ed entrate in Slovenia per la strada poco frequentata del
Lazzaretto. Per proseguire verso Sud, l'attraversamento del territorio in terra slovena è davvero breve. Ma passata Capodistria (Koper),
merita comunque una deviazione la "punta" dell'Istria, con il borgo di
Pirano (Piran) con l'evidente chiesa a picco sul mare, ben visibile
da Trieste, e la cittadina di
Portorose (Portoroz) con il famoso casinò e le caratteristiche saline di Sicciole.

Il confine con la Croazia
si passa vicino a Dragogna (Dragonja) appena passate le saline (e qui ci vuole la carta d'identità) dove si abbandona la pianura e si risale
con due tornanti nell'Istria carsica (con le tante cave di pietra bianca, tra cui varietà molto pregiate con cui sono stati edificati in passato
gran parte degli edifici storici di Venezia); se ci capitate nella stagione giusta (autunno-invernale), dopo il confine, la località di
Castelvenere (Kastel) è famosa per i tartufi istriani neri (ed un piatto di ottime tagliatelle al tartufo non sarà troppo caro...).
Prima di dirigervi verso le belle località marinare di
Parenzo (Porec), Orsera (Vrsar), Rovigno (Rovinj), dove potrete trovare
numerosissimi camping e "zimmer", deviate per la "punta" di
Salvore (Savudrija) o anche per la cittadina di Umago (Umag), davvero
ricche di ristorantini (restauracija), trattorie (gostilna) e "zimmer".

Per i più "avventurosi"
prima del sospirato mare della Dalmazia e delle incredibili Isole Incoronate, il mare più bello è senz'altro quello attorno alle più vicine Isole
di
Veglia (Krk), Cherso (Cres) e di Lussino (Losinj), raggiungibili la prima da terra attraverso un gran ponte a campata singola, le
altre con traghetto (nei fine-settimana estivi ci vuole un po' di pazienza...). Le tre isole sono tutte attrezzate con campeggi, ma sono piene
di "zimmer" molto più comode ed anche abbastanza economiche. Molto bello e un po' selvaggio è anche il mare a
Capo
Promontore
(Premantura) alla punta meridionale dell'Istria a Sud di Pola (Pula). Per queste mete, può essere preferibile uscire da
Trieste dal valico di Pese (dopo Basovizza), per tagliare tutta l'Istria e raggiungere direttamente il mare a
Abazia (Opatija) oppure a
Fiume (Rijeka). Le tre isole sono tutte attrezzate con campeggi, ma sono piene di "zimmer" molto più comode ed anche abbastanza
economiche. Il pesce, molto buono (tipici qui gli "
scampi alla busara"), lo troverete in tanti ristorantini, e ovviamente anche nel mare!

Buone vacanze!