"Diario di bordo"
della mia partecipazione
alla spedizione scientifico-alpinistica nazionale
"K
2 - 50 anni dopo" di luglio 2004 al
K2

di Roberto Mandler




IX capitolo: Islamabad
- Trieste

34° giorno - 6 agosto, venerdì:
Islamabad/Rawalpindi


Sveglia alle 7.00, poi ottima colazione. Alle 8.30 facciamo tutti insieme un giro in città ed entriamo in gruppo dal barbiere in piazza, dove io e Max ci facciamo tosare (per sole 50rps a testa), mentre gli altri ci guardano. Alle 10 li lascio e vado da Ganemedes, dove mi accordo per far fare una semplice montatura in oro ad alcune pietruzze, e dove acquisto qualche altro piccolo regalino. Poi ci ritroviamo tutti in albergo per il pranzo.


3774 - 6.08.2004 12:00 e 3775 12:00 - il nostro lussuoso Pearl Continental Hotel
   
3776 - 6.08.2004 12:01 - con la sua rilassante piscina 3778 - 6.08.2004 15:40 - e Josef Shah "Ganemede"
   
Dopo aver mangiato, esco dall'albergo questa volta con Riccardo, ripassando da Ganemedes per dare un'ultima occhiata assieme, prima di andare a far visita al Raja Bazar, che Riccardo non aveva visitato all'andata.


3780 - 6.08.2004 15:52 e 3781 15:52 - dentista "fai da te" in strada
   
3782 - 6.08.2004 15:54 - la famosa Pepsi Cola! 3783 - 6.08.2004 15:55 - venditore di parrocchetti
   
Ci tuffiamo per due ore nei dedali del bazar, scattando tante fotografie, nel caldo umido soffocante. Poi, per rientrare prendiamo un taxi. Una volta in albergo, ci fiondiamo subito in piscina per rinfrescarci, ed oziare.


3785 - 6.08.2004 16:04 - vestiario e kafetani 3786 - 6.08.2004 16:06 - venditori di patate...
   
3788 - 6.08.2004 16:09 - venditore di datteri... 3789 - 6.08.2004 16:12 - venditore di liquerizia...
   
3791 - 6.08.2004 16:15 - venditori di... polli 3793 - 6.08.2004 16:33 - e venditore di... gambetti di capra
   

da internet, bandiera nazionale pakistana
3794 - 6.08.2004 16:48 - il nostro taxi
attrezzato con sistema anti autovelox...
 
 
Oggi il gruppo di Enrico Bernieri con gli alpinisti è finalmente riuscito a prendere a loro volta il volo da Skardu per Islamabad, lasciando bagagli e bidoni, che seguiranno invece via terra. Proprio in tempo, visto che la partenza per l'Italia è fissata per lunedì. Così, ci ritroviamo tutti, in albergo. In questi giorni di attesa, mi raccontano che al bazar di Skardu sono apparse miracolosamente alcune nostre tute d'alta quota, di quelle rosa, ora in vendita per 100-150$, che quasi certamente facevano parte del materiale contenuto nella tendina scomparsa a quota 7500m, materiale presumibilmente recuperato da qualche portatore alla base dello scivolo dello Sperone, e poi rivenduto al bazar!

Per domani, l'intenzione di Giorgio sarebbe intanto di andare a visitare Lahore, l'antica capitale dell'Impero Moghul, e dei Sikh, e poi capitale della regione del Punjab. E' un bel viaggio, sono oltre 5h andare e 5h tornare, e in giornata! Io non ho tanta voglia di farlo, e poi dovrei ancora rirtirare le pietruzze da Ganemedes, così decido di starmene qui a Rawalpindi, ad oziare (poi ovviamente mi pentirò di questa decisione, per l'occasione perduta...).



35° giorno - 7 agosto, sabato: Islamabad/Rawalpindi

Oggi i miei compagni sono partiti prestissimo, per visitare Lahore, ed io sono qui in camera a sistemare tutti i bidoni, e le nostre sacche. Nel pomeriggio, faccio un breve giretto in città, ripassando anche da Ganemedes, e poi mi sistemo a leggere in piscina... Alla sera mi fermo un po' nei negozietti all'interno dell'Hotel, dove acquaisto alcune belle magliette del K2 e, in cambio di una piccola offerta, ti danno anche un distintivo con la bandiera del Pakistan. Non ho altri appunti della giornata.


3803 - 7.08.2004 18:17 - a oziare in piscina, con il tempo grigio K-2 shirt



36° giorno - 8 agosto, domenica: Islamabad/Rawalpindi

I nostri devono aver passato ieri davvero una bella giornata, ma oggi sono distrutti! E invece ci sarebbe da andare nel magazzino di Ashraf, portando tutti i bidoni che abbiamo qui in albergo, e poi per controllare e organizzare la loro spedizione in Italia. Li carichiamo così con fatica e ritardi sui pulmini, e per il nostro gruppo ci monto però soltanto io, perché gli altri vanno a riposare, risentendo ancora dei postumi del viaggio di ieri.

Una volta in magazzino, scoppia la "grana", quando ci si accorge che mancano all'appello ancora un mucchio di bidoni della nostra comitiva arrivata l'altro ieri in aereo, e che sarebbero dovuti arrivare già da Skardu! Prima segue una gran confusione, anche con urla di potesta, soprattutto quando ci viene detto che sono stati probabilmente tutti smarriti durante il viaggio! Poi, la versione cambia, e si comincia a parlare di un incidente: i bidoni dovevano essere spediti, su jeep di ATP, ma erano stati invece caricati su un unico bus di linea, probabilmente per risparmiare. L'autobus, nel viaggio che conosciamo bene dall'andata, pare ora aver avuto un terribile incidente ed è finito nel fiume! Pare anche che il bilancio sia drammatico, con 6 morti e 32 feriti! Con gran parte dei bidoni finiti in acqua! Insomma, una tragedia. Si comincia a metter giù una lista dei bidoni mancanti, e del loro presumibile contenuto e valore. Enrico e Michela parlano di un danno di oltre 20 milioni di vecchie lire, solo per i loro. A noi è andata invece benissimo, avendo tenuto sempre i nostri bidoni con noi (a parte la parentesi di Skardu...). Nella confusione, apro due dei nostri e mi decido ad infilarci le due bombole d'ossigeno recuperate sotto lo Sperone Abruzzi, rigorosamente scariche, sperando non facciano troppo peso.

Passo il pomeriggio pigramente in piscina, con Riccardo e Maurizio. Poi a Giorgio viene un dubbio improvviso, non è sicuro sul dove è finito il suo caro vecchio gps Leica 500, e si fa portare fino al magazzino di Ashraf per controllare, riaprendo uno ad uno tutti i nostri bidoni, appena sigillati per la spedizione...


3805 - 8.08.2004 14:53 - il portiere del Pearl Continental Hotel 3809 - 8.08.2004 14:56 - e Gian Pietro Verza
   
La sera, ci godiamo una superba cena di addii nella grande sala, mentre la Tv a lato, perennemente accesa, trasmette in continuo le partite di cricket, sport nazionale del Pakistan. Nei tanti tavoli, stasera ci siamo proprio tutti, e domani... si parte. Così, mi dedico alle foto-ricordo dei nostri compagni di questa grande avventura al K2.

Prima di salire in camera, ultimi acquisti miei e di Gabriele nel negozietto dell'hotel, con magliette e souvenir. Una volta in camera, dopo aver sistemato definitivamente i nostri bagagli, e le borse con i regali, Gabriele mi legge il suo scritto sul K2, con le sue emozioni, tanto simili alle mie. Gabri è stato un compagno di avventure davvero molto particolare e con le sue perle di saggezza, a dire il vero molto buddiste e forse un po' meno pakistane, ci ha accompagnato in tanti momenti del viaggio. Non penso sia indelicato nei suoi confronti riportare qui si seguito due suoi brevi e intensi scritti!


  Il mio K2

Per tutta la vita ho sognato letteralmente questa montagna,
anzi la “montagna delle montagne” ed ora, dopo giorni di brutto tempo,
come una bella donna che con mille astuzie si è negata agli sguardi degli innamorati,
eccola finalmente sfolgorare in tutta la sua terribile bellezza:
perfetta e disumana, così la vedo per la prima volta dal campo base.

Troppo bella, troppo grande; per vederne la cima devo rovesciare completamente
la testa all’indietro. Ne sono affascinato, atterrito e come Perseo devo distogliere lo sguardo
da questa Gorgone. Riporto la vista ad altezze più umane e capisco che la cima
rimarrà confinata per sempre nel mio immaginario; infatti il mio sogno di salire in alto
finisce ben presto ai 5300 metri del campo base avanzato.
Qui si spegne la mia “voglia alpinistica” e non ne faccio un dramma.
Altri saliranno in alto e qualcuno probabilmente raggiungerà la cima:
alpinisti forti disposti a soffrire oltre l’immaginabile.
Da parte mia devo pensare alle misure e le pietre nere che ho raccolto in questo luogo
mi ricorderanno l’insondabile fascino del Chogorì o “grande montagna”: il nome baltì
di quest’immensa piramide, la cui magia arcana e spietata attirerà sempre l’uomo
che vorrà misurarsi con i suoi abissi.

Un’immagine dal Pakistan

Se devo riassumere in una sola immagine la mia avventura sotto i cieli del Pakistan,
scorrendo velocemente il nastro della memoria con le notti di ghiaccio passate in tenda
ai 5000 metri del campo base, i momenti duri ed esaltanti del trekking lungo le rive
del Braldo, i passi infiniti consumati sul ghiacciaio del Baltoro,
la notte trascorsa finalmente su un letto ad Askole di fronte alla foto di Lorenzo,
che ti commuove con quello sguardo immensamente triste, come presagisse la fine
della sua giovane vita, lassù su quella montagna che per qualche attimo
lo ha voluto in cima,
tralasciando tutto questo,
mi piace riportare, come in una sequenza di un film, l’incontro casuale, il primo giorno
del mio arrivo a Skardu, con un ragazzino del luogo, intento, lungo la strada principale
brulicante di gente, di rumori, di odori, polverosa e costeggiata da un rivolo d’acqua,
abbastanza sudicio a dire il vero, a lavare della frutta.

Ricordo la sua figura minuta e piena di grazia, il suo modo di ruotare la testa,
aggraziato e gentile, simile a certi uccelli esotici, ma soprattutto ricordo i suoi occhi scuri,
fieri e orgogliosi come lo erano i miei alla sua giovane età; così pieni di sogni,
di speranze e di certezze.
Passando oltre sapevo che non l’avrei dimenticato.

Gabriele Targa

 



3818 - 8.08.2004 20:50 - Enrico Lazzeri e Tacisio Bellò 3825 - 8.08.2004 21:21 - Fabiano Ventura
   
3827 - 8.08.2004 21:25 - foto di gruppo, con in alto:
Maurizio Bertoli, Riccardo Beltramo, Giorgio Poretti, Riaz ul-Hassan, Giulio Donega e Jalal ud-Din, e accovacciati:
Gabriele Targa, Roberto Mandler e Max Poretti
3829 - 8.08.2004 21:27 - Roberto Mandler con Tarcisio Bellò
   



37° giorno - 9 agosto, lunedì: Islamabad - Doha - Malpensa - Trieste

Sveglia alle 3.30! Si fa colazione ancora in coma, e si monta sui pulmini alle 4.30. Proprio prima di partire, quando siamo ancora nell'atrio in attesa, arriva bruscamente una jeep, che porta momenti di grande confusione nel silenzio dell'albergo ancora addormentato: sono riusciti a recuperare qualche bidone, arenatosi sulla sponda del fiume! Usciamo tutti nella notte, e proviamo ora ad aprirli, dopo averli riconosciuti dalle scritte e numerazioni esterne. All'interno sono completamente pieni d’acqua (con computer, b-gan,...)! Marco Confortola recupera nel suo bidone anche la famosa picozza personale della Grivel, arrivata a maggio con lui in cima all'Everest (e che mi aveva promesso, nel caso fosse riuscito a ritrovare il suo bidone!), ma della sua amata tromba non c'è ora più traccia.

Ci si trasferisce finalmente in aeroporto di Islamabad, e alle 7.30 si decolla per Doha, in Quatar. Atterriamo poco dopo, e ci sistemiamo nella ormai solita grandissima sala. Qui c'è il tempo per farci delle fotografie ricordo, e per provare a riprendere con la videocamera anche le tante donne, nascoste dal velo o dal burka, che frequentano molto interessate gli stand di profumeria e cosmetica. Si mangia anche qualcosa, ma le bevande sono ancora rigorosamente analcoliche...

Poi ci si imbarca sul volo Doha-Malpensa, sempre della Quatar Air Lines e dove, alla faccia della linea aerea arabo/mussulmana, io e Gabriele ci ordiniamo due piccole bottigliette di vino rosso, che ci "stendono" immediatamente! Una volta atterrati a Malpensa, siamo a recuperare i sospirati bagagli, e questa volta a farne le spese è proprio Gabriele, a cui manca la borsa nera (una sottile che gli avevo prestato io) con tutti i regali e magliette che aveva acquistato in gran parte nel fornito negozietto del Pearl Continental! Perdiamo del tempo, per la denuncia di smarrimento, mentre fuori la spedizione al completo viene ricevuta in pompa magna da Agostino e co., con brindisi e saluti. Quando, passata la dogana, usciamo anche noi, si stanno già defilando tutti, mentre nel nostro gruppo è Giulio ad essere ora k.o. con forti dolori di stomaco. E nei giorni seguenti, staremo male in parecchi, convinti di aver mangiato "qualcosa" in aereo. Ci salutiamo ora con il compagno Beltramo, che prosegue per Torino, mentre noi ci imbarcheremo per Trieste.

Passiamo ancora del tempo in aeroporto, superando il check-in e mangiando qualcosa in attesa del nostro volo. Poi si decolla, e alle 21.40 atterriamo a Trieste, all'aeroporto di Ronchi, dove ovviamente mancano il mio saccone viola personale e la sacca di Max. Stanchi, non c'è gran tempo per i saluti, ma siamo a... CASA!

R. Mandler 2009


3839 - 9.08.2004 11:34 - in aeroporto, Walter Nones,
Marco selvadek Confortola e Silvio gnaro Mondinelli
3862 - 9.08.2004 13:52 -
Riccardo Beltramo e Silvio gnaro Mondinelli
   
3840 - 9.08.2004 11:56 - Gabriele Targa, e la sua prima birra 3844 - 9.08.2004 12:09 - Max Poretti
   
3847 - 9.08.2004 12:24 - super lotteria a Doha 3858 - 9.08.2004 13:49 - donne di Quatar
   
3878 - 9.08.2004 14:14 - donne di Quatar 3890 - 9.08.2004 16:05 - e piccoli peccatori, ormai in volo
   
 
"Ev-K2 2004" Speciale RAI TG1
di Paolo Giani e Alessandro Gaeta


Spedizione scientifico-alpinistica nazionale al K
2,
per "K
2 - 50 anni dopo" - 1954/2004

organizzata da Ev-K2-CNR


Capospedizione: Agostino Da Polenza
Logistica: Patrizia Broggi, Gian Pietro Verza (di Mountain Equipe, Ev-K2-CNR), Massimo Cappon (fotografo e riprese video), Fabiano Ventura (fotografo), Leonardo Pagani (medico), Daniele Palazzina (comunicazioni), Maurizio Pierangelo (tecnico alpinista), Ashraf Aman (ATP Adventure Tours Pakistan) con le guide Jalal ud-Din, Sultan, Jasab, etc.
Personale locale (cucina da campo): Farman Labek e aiutanti
Alpinisti al K2 versante Sud - Pakistan: Tarcisio Bellò, Alex Busca, Michele michi Compagnoni, Enrico Lazzeri, Marco selvadek Confortola, Paolo Confortola, Giuliano De Marchi (vice capospedizione), Massimo Farina, Marco Forcatura, Ugo Giacomelli, Leandro Giannangeli, Adriano Greco, Enrico Lazzeri, Mario merel Merelli, Sergio Minoggio, Silvio gnaro Mondinelli, Walter Nones, Serafino Ripamonti (e organizzazione), Nadia Tiraboschi, Karl Unterkircher, Stefano Zavka.

Alpinisti al K2 versante Nord - Cina: Nives Meroi, Romano Benet, Luca Vuerich, Fabio Agostinis, Michele Comi, Agostino Cittadini, Daniele Bernasconi, Mario panzer Panzeri, Claudio Bastrentaz, Paolo Minisini (medico).
Ricerca (al campo base con noi): Enrico Bernieri (CNR), Riccardo Beltramo e Maurizio Gallo (Univ.Torino Ecologia cicli produttivi, Dip. Scienze Merceologiche), Michela Mazzali (IMONT INRM), Elisa Vuillermoz (Ev-K2-CNR Share), Paolo Trentini (medico alpinista /enzimi).
e il gruppo di geodesia "Poretti": Giorgio Poretti (Univ.Trieste Telegeomatica), Massimiliano Poretti, Giulio Donegà, Gabriele Targa (Univ.Padova topografia), Maurizio Bertoli (Geas Servizi Udine), Roberto Mandler (Sogest Geofisica Trieste), con Riaz ul-Hassan (geologia Pakistan).
Rai/News/Media: Alessandro Gaeta, Paolo Corsini e Michele Ventura (per RAI1), Fabio Chiucconi e Carlo Petroni (per RAI2), Lorenzo Cremonesi (RCS Corriere della Sera) e Paola Radaelli Cremonesi (Meridiani Montagne), Wolfgang Metzner (Stern), Lorenzo Scandroglio (Alp), Guy Sibilla (National Geographic), Florian Wagner (fotografo), Kurt Diemberger.
Gruppo forestale di supporto al ministro: Andrea Laganà, Marco Colleselli, ecc., con: ministro Gianno Alemanno, e cappellano mons. Liberio Andreatta.
Organizzazione: Agostino Da Polenza, Ettore Carminati, Patrizia Broggi, Alberto Cortinovis, Gian Pietro Verza, Gabriele Previtali, Serafino Ripamonti e Valentina (per Mountain Equipe Bergamo, Ev-K2-CNR).
   

"Quattro mesi in cima al mondo"
di Massimo Cappon e Agostino
Da Polenza, ed. Hoepli 2004


"
K2 - Le immagini più belle
delle spedizioni italiane
dal 1909 a ogg
i"
di Jacopo Merizzi, Andrea Micheli,
Agostino Da Polenza, Fabiano Ventura
ed. Hoepli 2004
   

K2

diario
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un pensiero per ricordare qui Massimo Farina, Maurizio Pierangelo, Stefano Zavka, Marco Forcatura, Karl Unterkircher, Giuliano De Marchi,
ma anche Ettore Carminati, Angelo D'Arrigo, Achille Compagnoni, Lino Lacedelli, Luca Vuerich, conosciuti o solo incontrati in occasione delle due spedizioni del 2004