"Diario di bordo"
della mia partecipazione
alla spedizione scientifico-alpinistica nazionale
per "K
2 - 50 anni dopo" di maggio 2004 all'
Everest

di Roberto Mandler



XI capitolo: Kathmandu-Trieste
(29-2 giugno)

32° giorno - 29 maggio, sabato:
Kathmandu, Bhaktapur

Mi sveglio di buon’ora. Avrei intenzione di andare subito dal barbiere sul viale, per sistemarmi un po', ma noi del gruppo "Poretti" abbiamo in programma stamattina l'escursione a Bhaktapur. Mentre facciamo colazione, a un tavolo vicino c'è addirittura il grande Angelo D'Arrigo, reduce dal suo rocambolesco atterraggio in Nepal (dopo aver effettuato il 24 maggio il primo sorvolo della cima dell'Everest in deltaplano!), con il suo staff di gasati di Sector No Limits. Angelo è un famoso pilota di volo libero (come me...), ed è una specie di mito nel volo in deltaplano. Visto che nel suo sorvolo penso sia riuscito a fotografare la cima da un punto di vista aereo molto particolare, la cosa potrebbe esserci molto utile nella ricostruzione altimetrica e morfologica e quindi mi avvicino, per conoscerlo e per scambiarci magari informazioni ed immagini della cima stessa.

Lui ora è impegnato in una chiacchierata con un suo collaboratore, e non mi dà molta attenzione, poi riesco a farmi ricevere e a scambiare con lui due chiacchiere, raccontandogli delle nostre misure e dell'averlo noi forse intravisto sopra la cima addirittura dal nostro campo base. Molto restio a lasciarsi un po' andare, alla fine mi promette solo alcune immagini, tra quelle non secretate dai suoi impegni di riservatezza con Sector e con National Geographic, se contatterò la sua segreteria...

Per l'escursione a Bhaktapur, aspettiamo tutti nella hall che Giorgio scenda, ma lui ritarda parecchio e ci mettiamo in movimento, con due o tre taxi, appena alle 10 (per un compenso di 1000rps a/r, con cambio a 87). Bhaktapur è un'antica città di circa 80 mila abitanti, fondata nel XII secolo. A partire dal secolo XVI dominò politicamente ed economicamente il Nepal e fu un importante centro di transito carovaniero sulla rotta tra India e Tibet. Sul finire del XVIII secolo perse il ruolo di dominio sul Nepal ma si mantenne a lungo indipendente.Oggi è un sito archeologico patrimonio dell'umanità dell'Unesco, tra i più visitati del Nepal, famoso soprattutto per la sua piazza Durbar Square. Qui si trova il Palazzo delle 55 finestre costruito nel XV secolo da re Yakshya e rimodellato nel XVII secolo da re Bhupatendra, sempre della dinastia Malla. L'intera parte storica è in stile newari ed è punteggiata da diversi templi a pagoda. Il centro storico di Bhaktapur è stato in parte restaurato alla fine del XX secolo grazie a un progetto tedesco. La cittadina, che è tuttora un importante centro religioso induista (il suo nome significa la città dei devoti), è raggiungibile in circa mezz'ora di automobile dalla capitale.

La bellissima città antica è circondata da mura, e l'ingresso è in corrispondenza di un piccolo varco. La città è visitabile dagli stranieri solo a pagamento, con un bilglietto piuttosto caro (10$). D'altra parte, Bhaktapur è meta molto nota, qui tra l'altro sono state girate molte scene per il famoso film “Il piccolo Buddha". Gli edifici sono bellissimi, in legno scuro, con infiniti intarsi. Purtroppo, ci sono anche molto turisti, e quindi anche parecchi venditori ambulanti molto insistenti (verremo perseguitati per parecchio da un venditore di coltellacci, con il quale ci lasceremo anche in malo modo).


0787ab - 29.05.2004 - 11:27 e 2289 - 11:27 - Durbar square a Bhaktapur
   
2286 - 29.05.2004 - 11:23 - collegiali nepalesi in visita 2293 - 29.05.2004 - 11:31 - militari contro il pericoli dei attentati
da parte dei neo maoisti
   
0790ab - 29.05.2004 - 11:31 e 0791ab - 11:34 - Golden Gate e piscina a Bhaktapur
   
2296 - 29.05.2004 - 11:40 e 0792ab - 11:41 - Bhaktapur
   
2298 - 29.05.2004 - 12:05 e 2302 - 12:13 - Bhaktapur
   
2306 - 29.05.2004 - 12:19 - ballatoio nel ristorantino 2309 - 29.05.2004 - 12:23 - Nyataple temple
   
Ci sono tanti bei negozietti che si affacciano sulla piazza centrale, dove al centro si erge una pagoda, trasformata recentemente in un ristorantino. Qui ci fermiamo a mangiare del fried chicken sul bel ballatoio panoramico. Ci dedichiamo anche a piccoli acquisti: cuscini ricamati, complicatissimi lavori in legno ad imitazione degli intarsi reali più noti, svariate qualità e miscele di tè locali, cornici con intarsi (che mi saranno recapitate puntualmente domani in hotel) e alle 16 rientriamo in albergo.


2316 - 29.05.2004 - 13:46 - fila per le mele 2319 - 29.05.2004 - 13:47 - frittolino
   
2322 e 2320 - 29.05.2004 - 13:49 - figlio di dentista di Bhaktapur
   
2329 e 2330 - 29.05.2004 - 14:00 - bici / mercato
   
2335 - 29.05.2004 - 14:10 - sarto 2351 - 29.05.2004 - 14:25 - fastidioso venditore di coltello
   
2353 - 29.05.2004 - 14:26 - Everest beer!
la birra del cinquantenario 1953-2003
2354 - 29.05.2004 - 14:41 - palestra Robust Gym a Bhaktapur
   
2357 - 29.05.2004 - 14:49 - squadra giovanile di cricket 2356 - 29.05.2004 - 14:49 - trasporto mattoni
   
2361 - 29.05.2004 - 14:52 - uno degli intarsi più famosi 0808ab - 29.05.2004 - 15:08 - Giorgio con bambini
   
2365 - 29.05.2004 - 15:01 - pasticceria 2372 - 29.05.2004 - 15:29 - assorti giocatori con pedine
   
2374 - 29.05.2004 - 15:31 - ambulatorio di radiografia 0810ab - 29.05.2004 - 15:40 - e palestra di arti marziali
   
Alle 16.40 riesco dall'hotel e mi dirigo verso il viale principale, dove entro dal barbiere al 1.o piano consigliatomi dal Tarcisio. Un posto sufficientemente pulito dove chiacchiero per un'oretta con il gentile titolare mentre mi taglia i capelli, lasciandomi in realtà un po' spelacchiato, taglio effettuato però dopo aver diligentemente sostituito la lametta con una nuova, secondo la precisa raccomandazione del Tarci, per ogni evenienza. Terminato il taglio, mi consiglierà un piacevole massaggio rilassante, prima di rientrare rigenerato al nostro Durbar Hotel.

Una volta in albergo, con Giorgio organizziamo alle 18 per un'oretta e mezza una riunione "tecnica" in terrazza, ritrovandoci per la prima volta con gli alpinisti reduci dalla misura in cima: Alex Busca, Claudio Bastrentaz e Karl Unterkircher. Mario Merelli da due giorni non lo vede invece più nessuno, pare che dopo avere salvato cavallerescamente la sua catalana al campo C2, se ne sia innamorato perdutamente. Noi qui invece, davanti ad una birra, cerchiamo così di fissare sulla carta i ricordi delle misure effettuate in cima, buttando giù uno schizzo e qualche appunto utile per le prossime elaborazioni.

Per ora di cena, decidiamo di non uscire stasera, bensì di cenare al buffet dell'albergo. La scelta sarà assolutamente negativa, per il cibo assolutamente pessimo, e poi usciremo al solito Thamel, con sosta oggi anche all'internet point.


2376 - 29.05.2004 - 18:09 e 2379 - 18:41 - briefing di Giorgio Poretti e Roberto Mandler sulle misure effettuate il 24 maggio in cima,
con Alex Busca, Karl Unterkircher e Claudio Bastrentaz
   

Ascensioni a Mt. Everest (da www.everestnews.com)

Oggi
29 maggio 2004

da Nord, SUMMITCLIMB TEAM
07:50 a.m.
1. Mr. Felix Berg, Germany
2. Mr. Awang Norbu, Nyalam, Tibet
3. Mr. Pubu Tsering, Nyalam, Tibet
4. Mr. Tashi Namgyal, Tingri, Tibet
08:50 a.m.
5. Mr. Arnold Coster, Netherlands
6. Mr. Lakpa Sherpa, Nepal
7. Mr. Tenzing Sherpa, Nepal



33° giorno - 30 maggio, domenica: Kathmandu, bidoni e festa!


Oggi è domenica! Sveglia e colazione, poi con Massimo Pecci c’era l'intenzione di andare assieme a seguire la Messa in una chiesetta cattolica da lui individuata qui vicino. Ma grande capo Soro ha organizzato oggi per noi tutti un'uscita con due pulmini al magazzino della Thamserku a sistemare i bidoni per il rientro. Appena arrivati nel piazzale del deposito, cominciamo subito a lavorare sui nostri drums, sistemando il materiale e separando quello che rientrerà via cargo in Italia da quello che proseguirà per il K2. E’ un lavoraccio che impegna tutti per oltre 3 ore, soprattutto per il materiale logistico dei campi da spedire in Pakistan.

Ci si mette di mezzo anche un diluvio, che mette subito a dura prova la tenuta dei coperchi. Mentre siamo tutti impegnati, chi più e chi meno, a sistemare i bagagli, gioronzolo tra il materiale scattando fotografie. Osservando il materiale alpinistico alla rinfusa, mi sarebbe piaciuto procurarmi in ricordo una bombola d’ossigeno di quelle nostre della spedizione, di colore arancio vivo, molto leggere perché in carbonio supertecnologico, ma mi dicono che siano davvero molto costose e vengano comunque tutte recuperate per essere ricaricate, per la imminente spedizione al K2. Incontro Jangbu, e parlandogli lui invece me ne procura subito una piccola in acciaio, da lui utilizzata nella spedizione russa di marzo, e sulla quale mi ci mette anche una sua dedica.


2386 - 30.05.2004 - 10:37 e 2395 - 11:08 - drums e Tarcisio Bellò
   
2391 - 30.05.2004 - 10:51 - Dhaua Ringi sherpa e Gianni Mortara 2396 - 30.05.2004 - 11:31 - sacchi piuma
   
2398 - 30.05.2004 - 11:33 - Serap Jangbu sherpa e Daniele Nardi 2401 - 30.05.2004 - 12:10 - drums sotto il diluvio tropicale
   
bombola
ossigeno
Everest 19.03.2004
da Serap
   
2404 - 30.05.2004 - 12:11 - caro Marco Forcatura 2405 - 30.05.2004 - 12:38 - e le catalane
   
2408 - 30.05.2004 - 12:52 - Tarci! 2414 - 30.05.2004 - 15:53 - banane!
   
2419 - 30.05.2004 - 15:50 - descents in mountain bike 2422 - 30.05.2004 - 16:29 - rafting and... paragleider!
   
2420 - 30.05.2004 - 15:51 - ingresso del Tom&Jerry, locale alla moda 2425 - 30.05.2004 - 16:56 - il bel negozio Sherpa Outdoor
   
Alle 13.30 rientriamo in albergo e poi andiamo in tanti a pranzo nella pizzeria italiana sul viale principale, vicino al mio barbiere. Qui aspettiamo un‘enormità, ma la pizza poi non è male. Alle 15.30 ci dirigiamo nuovamente in Thamel, dove i miei programmi prevedono di provare a farmi sostituire ora il giubbone di piuma Makalu troppo pesante acquistato all'andata, con qualcos'altro di più mettibile. Il ragazzo del negozio mi dice però di ripassare più tardi e così gironzolo un po' per piccoli acquisti, di profumati incensi, cartoline, balsamo di tigre e alcuni cd di musiche locali. Dopo un po' rientro con Andrea in albergo e salgo in camera, dove però mi addormento profondamente.

Mi svegliano di botto da giù, con il telefono nella stanza, per avvisarmi di scendere nella hall dove è arrivato il puntualissimo uomo da Bhaktapur con le mie cornici! Alle 18.30 sono di nuovo in Thamel, il negozio "Gokyo" con i giubboni è ora però già chiuso, e così provo ad entrare nel lussuoso negozio di antichità di fronte, il R.K. Thanka Center dove mi lascio coinvolgere in un pazzo acquisto di un bellissimo mandala del 1800 di grande formato su tela, che mi sbanca la carta Visa...

Alle 20 ci diamo tutti appuntamento a Il Terzo Occhio, per un cenone davvero speciale! Siamo proprio tutti, anche gli sherpa e i nostri amici della cucina del campo. Prima di sedermi, riconosco per caso al piano di sopra anche Nives Meroi con il marito Romano Benet e con Luca Vuerich, che vengono subito coinvolti nella festa, assieme al grande alpinista valdostano Abele Blanc, amichevole rivale di gnaro nella corsa ai 14 ottomila. A Blanc, chiederò durante la cena come fare per procurarmi il suo bellissimo video sulla recente salita con Marco Camandona al K2, che ci interessa anche per la misura da fare, per le belle riprese eseguite proprio in cima che avevo intravisto mesi fa ad una rassegna triestina di film di montagna. Tra brindisi e balli, mi fermo nel locale fino alle 23, mentre alcuni faranno le ore piccole.


2430 - 30.05.2004 - 20:16 - brindisi 2441 - 30.05.2004 - 20:50 - Soto Dorotei con Abele Blanc
   
0824ab - 30.05.2004 - 21:40 e 0826ab - 21:44 - cenone
   
2462 - 30.05.2004 - 21:59 e 2455 - 21:34 - la nostra Patrizia Broggi, qui con gnaro Mondinelli
   
2461 - 30.05.2004 - 21:55 e 2465 - 22:03 - Nives Meroi, con Romano Benet, Luca mohicano Vuerich ed altri.
Reduci dal Lothse, sono già in partenza con i nostri, per il versante Nord cinese del K2
   
 
0832ab - 31.05.2004 - 00:06 - Claudio balla con Paola, prima della sua partenza per il versante Nord cinese del K2
   

Ascensioni a Mt. Everest (da www.everestnews.com)

Oggi
30 maggio 2004

da Nord, RUSSIAN TEAM, 10:00 a.m.
1. Mr. P. Shabaline
2. Mr. Iljas Tukhvatullin
3. Mr. Andrew Mariev



34° giorno - 31 maggio, lunedì: Kathmandu, Pashupatinath


Sveglia mattutina, e ci ritroviamo tutti a colazione. Assieme a Massimo Pecci, Gianni Mortara e la sola Silvia Grottoli (perché Andy stamattina è proprio k.o., dopo gli eccessi di rhum di ieri sera al Tom&Jerry!) vorremmo oggi visitare Pashupatinath.

Pashupatinath, uno dei luoghi più sacri dell'intera valle di Kathmandu, si affaccia sulle rive del fiume sacro Bagmati che confluisce dopo molti chilometri nel Gange. Pashupatinath (che significa "Signore protettore degli animali e guida delle greggi", dove le greggi sono formate dalle anime dei fedeli) è da sempre meta di pellegrinaggio e posto prescelto per la cremazione dei morti, che secondo la religione induista rinascono reincarnandosi. Il corpo del defunto viene posto su una pira di legno; se molto povero, viene spogliato del sudario che potrà essere riutilizzato. Il figlio maggiore, vestito di bianco e con i capelli rasati, ha il privilegio di accendere il fuoco. Le ceneri vengono poi raccolte, e disperse nel fiume Bagmati, che confluirà nel Gange, madre di tutti i fiumi. Il Pashupatinath Temple è il più grande tempio Hindu dedicato a Lord Shiva nel mondo, è situato sulla riva del fiume, ed è stato proclamato dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità.

Noi prendiamo un unico taxi fuori dall'albergo, che poi ci aspetterà fuori dal villaggio per il ritorno. Pashupatinath è un luogo davvero impressionante e merita senz’altro la visita, anche se la presenza nostra e di alcuni turisti pare un po' ingombrante e fuori luogo, in concomitanza con i continui funerali. Il fiume Bagmati, dalle acque qui particolarmente limacciose, è costeggiato lungo le due sponde da scalinate in pietra. Un ponte consente di passare da una sponda all’altra. Da un lato avvengono le cremazioni, con tante pire già predisposte e talune ancora fumanti Sulla sponda opposta, c’è un pubblico molto eterogeneo, di persone religiose che pregano, altri che mangiano tranquillamente seduti per terra, qualche raro turista, e noi che fotografiamo e filmiamo, un po' imbarazzati. Le cremazioni per i defunti più poveri avvengono a valle del ponte, mentre a monte ci sono quelle per i più ricchi, nei pressi di alcune pagode private, dove le pire sono qui abbellite da molti fiori e circondate da tanti parenti al seguito. Sulle scalinate sono deposte alcune ghirlande di fiori. Al centro della ghirlanda... il cranio del defunto, che viene accarezzato amorevolmente dalla vedova! Prima di ogni cerimonia, i parenti si bagnano nelle acque del fiume, dove alcuni ragazzini ci stanno giocando dentro, mentre la corrette trasporta lentamente ortaggi galleggianti, e bende varie, probabili spoglie di qualche defunto malato...


2499 - 31.05.2004 - 11:12 - toro sacro impedisce il passaggio 2501 - 31.05.2004 - 11:15 - impalcature di tubi Innocenti?
   
Lasciamo questo luogo, triste e impressionante, silenzioso e pieno di acri odori, ripassando ora il piccolo ponte nonostante l'ingombrante presenza di un imponente toro sacro, e ritorniamo in albergo già alle 11.30.

Io esco comunque dall'hotel, e mi dirigo velocemente in Thamel, a ritirare la t-shirt ordinata ieri (e che regalerò poi a Giorgio). Ripasso nel negozio dove ho acquistato ieri il grande mandala, per farmi dare qualche notizia in più sulla sua storia, E passo anche a ritirare il mio berrettino saharaiano, con lunga falda di protezione fin sulle spalle, che avevo ordinate sempre ieri. Infine, prima di rientrare alle 12.30 in albergo, acquisto qualche confezione di incenso con intriganti etichette oppio e cannabis, che non avevo mai visto prima, che al rientro in Italia mi verranno poi offerte da qualsiasi venditore ambulante. In albergo, ci raduniamo ora nel piazzale per la foto di gruppo, prima della partenza di Mario Panzeri e di Claudio Bastrentaz con destinazione il K2 Nord. Per la foto, le donne della spedizione (Patrizia, Silvia e Paola) dovrebbero fare ora uno striptease improvvisato, ma all’ultimo momento…


2505 - 31.05.2004 - 12:43 - foto di gruppo Everest 2004
   
Poi siamo nuovamente in Thamel, a pranzare nella terrazza del bistrò del primo giorno, anche con Andy che si è ripreso dagli eccessi della sera. Assieme a loro, riesco poi finalmente a combinare il cambio del mio piumone Manaslu, con un bel piumino arancio della Nord Face, e con in più un giubbotto in pile nero come quello di Marco. Poi assistiamo Andy, nell'acquisto di una statuetta del Buddha per suo padre, e poi siamo con Silvia per collanine.

Si rientra in albergo, ma alle 16.30 siamo di nuovo in movimento. Con Andy e Silvia prendiamo un altro taxi, e andiamo ora a visitare il grande stupa di Bodanath (45’ di viaggio, per sole 450 rps a/r che al cambio a 87 fa 5 Euro). Attorno allo gigantesco stupa, c'è il solito percorso circolare spirituale, da percorrere solo in senso orario, nel quale ci immergiamo seguendo il flusso dei fedeli, in un frastuono di persone e di incessanti musiche. Mentre cammino, e contemporaneamente sono impegnato nel filmare la folla, sento dietro di me... il ruggito di una belva! Faccio un balzo, che rimarrà ben impresso nella mia registrazione video! Non mi ero accorto della presenza di... Soro e di Marco Forcatura, che s'erano avvicinati silenziosamente, facendomi questo scherzo. Devo però aver lanciato anche un bel urlo, tantè che molti del pubblico impegnati nel percorso di preghiera qui attorno a me, si arrestano di botto e scoppiano a ridere!

Continuiamo nel percorso circolare, passando anche all'interno delle mura che circondano lo stupa, fotografando e filmando. Prima di uscire, vedo vicino all’ingresso un piccolo negozietto che espone in bella mostra un grande copricapo tradizionale in folto pelo nero di yak, che la negoziante mi spiega pazientemente venire indossato dai tibetani benestanti durante le principali cerimonie. Così, dopo durissima contrattazione, lo indosso, togliendomelo però quasi subito per un insopportabile prurito! Preoccupato dalla prevedibile fauna che lo stava abitando, l'ho sigillato per il viaggio in un sacchetto di celophane, ma una volta in Italia sarò costretto ad immergerlo precauzionalmente per alcuni giorni in un bidone d'acqua.


2509 e 2510 - 31.05.2004 - 17:17 - stupa di Bodanath
   
0851ab - 31.05.2004 - 17:11 - stupa 0853ab - 31.05.2004 - 17:12 - e cineoperatore
   
2512 e 2514 - 31.05.2004 - 17:39 - tavolacci di preghiera
   
2516 - 31.05.2004 - 17:40 e 0857ab - 17:45 - preghiere e circuito attorno allo stupa
   
2517 - 31.05.2004 - 18:04 - ingresso al circuito di Bodanath 0861ab - 31.05.2004 - 18:28 - e vecchio saggio tibetano...
   
Tornati all’albergo, ci si ributta tutti in Thamel, per una visita oggi alla famosa fornitissima libreria "Pilgrims Book House". Poi, dopo esserci ritrovati tutti al solito nella piazzetta sotto l'Alice's Restaurant, ci dirigiamo per una cena superlativa al New Orleans, un locale all'aperto e molto in voga, con ottima musica (Sting, ecc.), e con bella pianta di mary in centro (che io ingenuamente non riconoscevo…). Con Giorgio, il Lipizer, Andrea, Silvia ed Andy, c’è anche Massimo Pecci, Enrico Bernieri e Daniele Nardi (che indossa oggi un nuovissimo abito tradizionale), mentre gli altri sono a cena allo Yak&Yeti.

Alle 23 rientro a nanna, svegliando al solito Gino, che mi sembra non sia di gran voglia ed è restato in camera. Nel frattempo, ci hanno per fortuna riportato i capi lavati che avevo consegnato in lavanderia qualche giorno fa, giusto in tempo per la partenza di domani!


Ascensioni a Mt. Everest (da www.everestnews.com)

Oggi
31 maggio 2004

da Nord, RUSSIAN TEAM, 09:15 a.m.
1. Mr. Petr Kuznetsov
2. Mr. Glev Sokolov
3. Mr. Eugeni Vinogradski



35° giorno - 1 giugno, martedì: Kathmandu-Doha


Ormai preparati in stanza tutti i nostri bagagli per la partenza, esco un attimo dall'albergo e al vicino bazar faccio i miei ultimi acquisti: due bottiglie di whisky di stretta marca Everest, e una bottiglia di birra, ovviamente Everest! Un peso tremendo però per il mio zainetto da viaggio! Poi velocemente ancora una volta in Thamel, non mi ricordo neanche più per che cosa, magari solo un ultimo giro senza meta, e comunque per il pranzo ci ritroviamo, noi del gruppo "Poretti", all’Alice’s Restaurant, mentre qualcuno preferisce la pizzeria di ieri. Dopo il pranzo, si aspetta in albergo l’ora della partenza, con tutti i bagagli ammucchiati ora nella hall.

Alle 16.30 arrivano finalmente i pulmini e ci si sposta all’aeroporto. Lunga trafila per caricare la montagna di bagagli, con Soro Dorotei che prova ad interferire favorevolmente con la pesa, tenendoci infilato un piede. Poi ci si scontra con la burocrazia, per tentare di garantire la conservazione nei box frigo delle carote di neve di Paola e dei campioni di sangue di Silvia e Andy. Pare che sia la Focus che la Quatar Air Lines s'erano impegnati per garantire la catena del freddo, e invece qui in aeroporto non lasciano ora che ci si colleghi in volo con delle batterie di alimentazione! Con il caldo delle stive, una seppur minima conservazione diventa un'utopia.


2518 e 2519 - 01.06.2004 - 16:39 - bagagli in partenza
   
2520 - 01.06.2004 - 16:40 - in attesa di pulmini 2523 - 01.06.2004 - 17:41 - in aereoporto a Kathmandu
   
Per completare la collezione degli scatti, salgo nuovamente al ristorante sul soppalco, dove ci sono ancora alcuni dei nostri alpinisti attardati ai tavoli, e vengo però accolto un po' in malo modo, sia dall'Alex Busca che dal Giulio Maggioni. Alex mi dice che per colpa della misura con il georadar il 24 maggio non si è potuto neanche un po' godere il suo arrivo in cima all'Everest, e non ha alcune intenzione di rifarlo al K2! Dal mio punto di vista invece, visto il successo della cosa, e l'eco che sta già riscuotendo anche sui media, mi sembra sia stato un qualcosa in più, che lui dovrebbe ben apprezzare! Giulio, che concosco meno, e che mi sembra un tipo ancor più schivo, si lamenta di non aver avuto alcuna opportunità di tentare la cima nei giorni successivi al 24 maggio, e rientra pertanto il Italia un po' amareggiato. Ma è anche lui polemico sull'impiego del georadar al K2! Mi ricorda che ha già raggiunto la cima nella spedizione di Poretti del 1996, eseguendo anche una misura di spessore della neve con una sondina! Io replico che la misura ora in progetto al K2 sarà tutta un'altra cosa, che vogliamo portar su il gps (che nel 1996 Giampietro Verza non aveva potuto portare in cima, per le note tragiche vicende) ed anche il nuovo georadar, e che comunque nessuno vuol togliergli il merito della prima rimisurazione della cima con mira ottica e sondina in cima al K2! Li sento troppo maldisposti e ci lasciamo così, mentre ridiscendo dai miei compagni, e per rilassarmi mi fermo ad ammirare ora i tanti bei Mandala antichi acquistati da Daniele a Kathmandu, e un grande dipinto dell'Everest acquistato da Marco Confortola (su cui ci avevo fatto un pensierino anch'io). Poi finalmente ci si imbarca e si decolla. Domattina siamo in Italia!

2524 - 01.06.2004 - 19:33nep=22:18ita - Doha: Giorgio e Gino 2526 - 01.06.2004 - 22:30ita - Mario e altri
 
2529 e 2533 - 02.06.2004 - 5:49ita - Tarci Bellò
   
2534 - 02.06.2004 - 5:51ita e 2537 - 5:54ita - Enrico Bernieri e Gianni Mortara
   
2535 e 2536 - 02.06.2004 - 5:53ita - Giorgio Poretti e Gino De Min
   
2539 - 02.06.2004 - 5:54ita e 2543 - 7:03ita - Antonella Balerna, Paola Teti, gnaro Mondinelli e Roberto Da Porto
   
2540 e 2541 - 02.06.2004 - 5:55ita - Marco selvadek Confortola
   
2545 - 03.06.2004 - 7:21ita e 2544 - 7:04ita - Antonella Balerna, Giampaolo Gioia e andy Benso
   
2546 - 02.06.2004 - 7:23ita - Marco selvadek Confortola 2549 - 02.06.2004 - 7:38ita - Marco Lipizer,
Andrea Zille e Silvia zorro Grottoli


36° giorno - 2 giugno, mercoledì: Doha-Fiumicino-Trieste


Arriviamo a Fiumicino e ci fanno scendere comunque tutti dall'aereo, anche se obbligati comunque a rimontare tra poco con direzione Malpensa. Anche chi abita qui vicino, come Enrico, Massimo Pecci, Antonella, Giampaolo, Daniele e Marco, che sarebbero in realtà già arrivati a casa. Invece, l'unico a poter uscire dall'aerostazione sarà Marco Forcatura, mentre gli altri saranno costretti a proseguire con noi fino a Milano, per poi volare nuovamente a Roma! Per tutti noi è comunque una grossa seccatura passare per l’aeroporto di Fiumicino, con i tanti nostri bagagli a mano. E ai controlli viene pizzicato gnaro, che s’era scordato un temperino in borsa e glielo sequestrano. Nella sala per fortuna c'è poco da aspettare, e approfittiamo soltanto per qualche prima telefonata a casa.

Rimontiamo sullo stesso aereo, il volo questa volta è brevissimo e alle 11.30 atterriamo finalmente a Malpensa. Recuperiamo i bagagli dal tapirulan, miracolosamente arrivati tutti da Kathmandu. C'è solo un borsone che continua a girare solitario, con il nome di Dal Cin ben impresso sopra, arrivato qui chissà come, visto che l’alpinista di Conegliano qui non c’è. C’è invece l'alpinista Simone Moro, reduce da una delle sue imprese, Dall’esterno sentiamo già il brusio del folto comitato di benvenuto, e così ci prepariamo in fila indiana per la sfilata. Siamo già pronti per uscire, che Giorgio decide di far passare ora tutti gli strumenti alla dogana e chiudere così il carnet-ata. Io penso che la chiusura si possa fare anche tra qualche giorno a Trieste, ma lui vuole togliersi subito il problema, e così restiamo bloccati li per mezz’ora, mentre fuori si sta brindando con lo spumante!

Finalmente usciamo anche noi, ma la festa è ormai alla fine, e sono finite anche tutte le bottiglie, acc! Già conclusa la conferenza stampa di benvenuto, già esauriti i saluti dei sindaci, e saltate anche le foto di gruppo! C’è ancora Agostino, che ci accoglie festeggiandoci almeno un po'. Ci spostiamo in una saletta vicina, dove la Rai intervista Giorgio e me sulla misura in cima. Riesco a recuperare ancora due distintivi K2 e a bermi uno degli ultimi calicetti di benvenuto, che già ci salutiamo con gli ultimi rimasti e con i nostri che qui ci lasciano, Silvia e Andrea che proseguono per Torino, e Gino che qui a Milano è ora già a casa.


     
2550 - 02.06.2004 - Gino De Min 2551 - 02.06.2004 - in attesa del controllo Dogana
   
2553 e 2555 - 02.06.2004 - il nostro capospedizione Agostino Da Polenza, con Marco Lipizer e con il suo vice Soro Dorotei
   
   
E ci prepariamo ora a volare verso Trieste. Al check-in accettano tutti i nostri bagagli in stiva, ma ne abbiamo ora troppi a mano, e Giorgio è costretto a pagare una sopratassa per un collo in più dei due consentiti a testa in cabina. Mentre è indaffarato con la procedura, io, Marco e Andrea ci dirigiamo al buffet e ci mangiamo i nostri primi spaghetti italiani! E' quasi ora di imbarcarci e ci rispostiamo verso l'uscita dove ritroviamo ancora i "romani" Antonella, Massimo, Enrico e compagni che stanno ancora impazzendo per il volo per Roma, che pare sia stato appena annullato, e sono costretti a spostarsi con la navetta a Linate!

Per noi c’è ancora l'ultimo ostacolo del gate delle 15 per prendere il volo Alitalia per Ronchi. Provo per primo io, carico come un mulo (abbiamo dovuto caricarci ovviamente anche la roba che portava Gino...): zaino in spalla, 2 borse frigo con i radar a tracolla, borsa video, tubo manifesti, borsa computer, e borsa distanziometro! Ovviamente, non mi vogliono assolutamente far passare! Tantomeno quando vedono arrivare trafelati anche Giorgio, Andrea e Marco, carichi ancor più di me! Pretendono che mettiamo tutto in stiva, a meno di una concessione speciale del comandante! Il volo è però già in ritardo e così alla fine ci lasciano salire comunque sul piccolo aereo, dove lasceremo i nostri bagagli in corridoio. Breve volo con arrivo in planata alle 16.30 sopra la nostra amata laguna di Grado, siamo a terra e dopo aver recuperato tutto sui carrelli ci riabbracciamo all’uscita con i nostri cari!

FINE (per il momento...)


"Ev-K2 2004" Speciale RAI TG1
di Paolo Giani e Alessandro Gaeta



Spedizione scientifico-alpinistica nazionale all'Everest
per le celebrazioni di "K2 - 50 anni dopo" - 1954/2004

organizzata da Ev-K2-CNR


Capospedizione: Agostino Da Polenza (in Italia)
Supporto logistico: Patrizia Broggi (logistica), Massimo Cappon (fotografo giornalista), Roberto Da Porto (medico della spedizione), Luigi Foiadelli (tecnico delle comunicazioni, Sergio Gabbio (guida alpina).
Personale locale (cucina da campo): Dahua Ringi Sherpa, con Prem, Bima e Pazan.
Alpinisti: i valtellinesi Michele michi Compagnoni e Marco selvadek Confortola, i valdostani Alessandro alex Busca, Claudio Bastrentaz, Sergio Minoggio e Paolo Comune, i Ragni di Lecco Mario panzer Panzeri e Giulio Maggioni, il bergamasco Mario merel Merelli e Silvio gnaro Mondinelli di Alagna, il romano Marco Forcatura e l'aquilano Giampaolo Gioia, il bellunese Soro Dorotei (vice-capospedizione), il vicentino Tarciso Bellò (alpinista, responsabile dieta e alimentazione), i gardenesi dei "Catores" Abram Holzknecht, Hubert Moroder e Karl Unterkircher. Inoltre, il romano Daniele Nardi ("ospitato" dai nostri, ma aggregato alla spedizione catalana), gli sherpa Jangbu Serap sherpa (sirdar) con Lhapka Tshering sherpa e Pemba Nuru sherpa, ed infine gli alpinisti tibetani Lapa, Tashi, Lhaki e Kheshen (della scuola di alpinismo di Lhasa).
Ricerca (al campo base con noi): Enrico Bernieri (CNR), Massimo Pecci (meteo), Giovanni Mortara (geologia), Antonella Balerna e Paola Teti (CNR Ist. Ricerca sulle Acque Milano), Sivia Grottoli e Andrea Benso (medici endocrinologi del Dip. Medicina Interna Ospedale Molinette Torino). Inoltre, il nostro Gruppo "Poretti" (geodesia), con: Giorgio Poretti, Gino De Min, Marco Lipizer, Andrea Zille, Marco Manzoni e Roberto Mandler. Ed infine, sempre per la Ricerca: Anneliese Schneider, Elisa Paolucci, Annalisa Cogo, Luca Pomodori, Luciano Bernardi, ed altri.
Riprese RaiUNO al campo: Paolo Giani e Marco Sanga.
Altri ospiti con noi al campo: Enrico Pippia e Rosella Sarno, i forestali Andrea Laganà e Francesco Intini (della squadra di accompagnamento del ministro Gianni Alemanno), il gruppo del fornitore tecnico di integratori nell'alimentazione Novo Nordisk con Sergio Santoro, Giuliano Tagliabue e con l'amico Simone Mori (attore/doppiatore).
In visita prima o poi da noi: gli alpinisti triestini Marco tox Tossutti e Alessandra Canestri (della spedizione di AnM Avventure nel Mondo, assieme a Giuseppe Pompili di AnM Bologna e a Adriano Dal Cin di Conegliano V.), le alpiniste spagnole di Barcellona della spedizione catalana Nuria Balagué, Mayte Hernendez e Silvia Ferrandis, l'alpinista giordano Mostafa Mahmoud (aggregato ad una spedizione vicina), il noto capospedizione moscovita Victor Kozlov (della Russian Everest Expedition 2004 to Central North Wall) assieme al giornalista moscovita Michael Lavrov (di NTV+), l'anziano alpinista russo Victor Bozhukov (aggregato alla spedizione Internazionale, con brevetto delle "famose" bombole di O2 liquido) con il suo compagno di spedizione, il fotografo americano X con la moglie, aggregati alla spedizione del campo vicino, i mountain bikers Fabrizio Bruschi e Willy Mulonia, e il "nostro" caro lama dell'eremo sopra Rongbuk.
Organizzazione: Agostino Da Polenza, Ettore Carminati, Patrizia Broggi, Alberto Cortinovis, Gian Pietro Verza, Gabriele Previtali, Serafino Ripamonti e Valentina (per Mountain Equipe Bergamo, Ev-K2-CNR), Renato Moro (per Focus Viaggi), Agenzia Thamserku trekking Kathmandu, Maza (ns.guida a Lhasa).


"Quattro mesi in cima al mondo"
di Massimo Cappon e Agostino
Da Polenza, ed. Hoepli 2004


"K2 - Le immagini più belle
delle spedizioni italiane
dal 1909 a ogg
i"
di Jacopo Merizzi, Andrea Micheli,
Agostino Da Polenza, Fabiano Ventura
ed. Hoepli 2004


   

Ev

diario
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un pensiero per ricordare qui Massimo Farina, Maurizio Pierangelo, Stefano Zavka, Marco Forcatura, Karl Unterkircher, Giuliano De Marchi,
ma anche Ettore Carminati, Angelo D'Arrigo, Achille Compagnoni, Lino Lacedelli, Luca Vuerich, conosciuti o solo incontrati in occasione delle due spedizioni del 2004