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"Diario
di bordo"
della mia partecipazione
alla spedizione scientifico-alpinistica nazionale
per "K2 - 50 anni
dopo" di maggio 2004 all'Everest
di Roberto Mandler

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VIII capitolo: Base Camp - Kathmandu (26-28
maggio)
29° giorno - 26 maggio, mercoledì: Campo
Base, alpinisti scendono al campo
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Avevo
messo la sveglia alle 4.45 e mi sono svegliato
quindi prestissimo, in tempo per la partenza di
Patrizia Broggi, Paola Teti e Massimo Cappon per
il Nepal. Devo aver probabilmente anche dormito
male, perché sono un po' rintronato.
Patrizia si è dovuta decidere a partire in
fretta e furia, perché proprio oggi le scadeva
il visto di soggiorno in Cina, e dovrà pertanto
attraversare in giornata il confine! A lei si è
aggregata Paola Teti, con i suoi frigo pieni di
delicati campioni di neve (per lo studio dell'inquinamento).
Massimo, che avrebbe voluto raggiungere i parenti
per il funerale di suo padre in Italia, credo si
sia invece fermato fino alla sera, e sia partito
con un altra jeep. Paola e Patrizia, che
dovrebbero fare oggi tutta una tirata fino al
confine, aspettano impazienti la jeep, che arriva
poco dopo guidata da uno scorbutico pilota
tibetano. Carichiamo i bagagli in auto e, dovendo
garantire durante il viaggio il raffreddamento
dei frigo, vorremmo collegare ora gli appositi
cavi alla presa 12V dell'accendisigari della jeep,
ma il pilota non ha nessuna intenzione di
lasciarcelo fare, forse preoccupato dall'eccessivo
assorbimento delle batterie. La presa
accendisigari è comunque di un modello
particolare, e sarebbe quindi anche necessario
adattarci in qualche modo uno spinotto. Niente da
fare, siamo costretti ad arrangiarci con le due
batterie portatili, che erano state già
ricaricate in vista delle soste nel tragitto,
sperando ora che non si scarichino troppo presto.
Colleghiamo così la prima batteria e... non dà
alcun segno di vita! Con la seconda va meglio, ma
Paola è costretta a partire alle 5.30 con un
solo ricambio, dandoci appuntamento tra qualche
giorno a Kathmandu. La nostra partenza è invece
in programma per domani, per fermarci domani sera
a Tingri, e proseguire l'indomani per Kathmandu.
La meteo
della giornata è molto buona e non contento
della precedente esperienza decido di riprovare
un'ultima volta con il volo. Stavolta sarò solo.
Estraggo così tutto nuovamente dal bidone, mi
carico la pesante sacca con il parapendio in
spalla e mi dirigo verso il torrente alla base
del ripido pendio della morena laterale. Prima di
arrivarci, costeggio la base della morena
frontale, dove oggi un stormo di corvi sta
volacchiando in dinamica. Il vento è già
sostenuto, penso che magari potrei provare a
decollare da qui, ma il dislivello altimetrico
della morena è talmente modesto da farmi
decidere di proseguire per il decollo dell'altra
volta. Proseguo fino al torrente, ma le
condizioni del fiume sono cambiate parecchio e
ora è ormai in piena. Provo a risalire verso
monte per raggiungere un possibile guado, ma la
gran parte dei blocchi isolati è sottacqua,
la corrente è molto forte, e i rari massi che
emergono sono ricoperti da un sottle strato di
ghiaccio! In queste condizioni, non mi è
possibile traversare, e ritorno mesto sui miei
passi. Cerco con lo sguardo un'eventuale ultima
possibilità di decollo, ma non ne trovo altre e
così decido di rientrare al campo e di mettermi
rassegnato a preparare i bagagli per la nostra
partenza.
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| 0751ab - 26.05.2004 - 8:24
e 0752ab - 8:24
- prelievi di sangue
agli alpinisti Mario Merelli e gnaro
Mondinelli esposti agli 8000m |
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Nel
pomeriggio cominciano ad arrivare al campo i
primi alpinisti dai campi alti. Per primi, Mario
Merelli (che forse era arrivato per primo già
ieri sera...) e gnaro, poi un po
scaglionati gli altri reduci della vittoriosa
spedizione, Karl Unterkircher, Michele Compagnoni,
Tarcisio Bellò, Alex Busca, Claudio Bastrentaz,
Soro Dorotei, Marco Forcatura, Giulio Maggioni,
Mario Panzeri e Patrizia Broggi. Ed i medici
Silvia Grottoli e andy Benso cominciano
subito a succhiar loro il sangue. Il
loro programma prevede infatti dei prelievi
periodici, per seguire le modificazioni nelle
endorfine degli alpinisti, dopo l'esposizione
alle quote estreme.
Noi intanto
cominciamo a liberare la nostra tenda strumenti,
sistemando le nostre cose nei bidoni. Alle 17 ci
fanno nuovamente visita, e questa volta
amichevolmente, i russi Victor Kozlov e Michael
Lavrov della Russian Central North Wall
Expedition. I loro uomini stanno proseguendo
insesorabilmente nella difficilissima salita, e
prevedono di raggiungere la cima in altri 7/10
giorni. Giorgio, che si preoccupa per la nostra
mira ottica abbandonata dal 24 sulla cima,
propone ora loro un compenso se gli recupereranno
almeno i preziosi specchi, una volta raggiunta la
cima...
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| 1057 - 26.05.2004 - 14.54 e 1058 - 14:55 - rientrano al campo Soro
Dorotei e Giulio Maggioni |
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| 1059 - 26.05.2004 - 14:55 e 1061 - 14:56 - rientrano al campo Mario
Panzeri e il nostro sirdar Serap Jangbu sherpa |
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| 1062 - 26.05.2004 - 15:23 e 1063 - 15:24 - rientrano al campo Karl
Unterkircher e michi Compagnoni |
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1065 - 26.05.2004 - 15:24 e 1070 - 15:28 - rientrano al campo
Tarcisio Bello (qui con il nostro Dahua Ringi
sherpa),
e i magnifici quattro in cima il 24
maggio: Claudio Bastrentaz, Alex Busca, Mario
Merelli e Karl Unterkircher |
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| 1071 - 26.05.2004 - 15:31 e 1072 - 15:34 - rientrano al campo Karl
Unterkircher (qui con il medico Roberto Da Porto),
e Marco Forcatura |
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| 1073 - 26.05.2004 - 16:18 e1074 - 16:18 - rientrano al campo il
nostro angelo Patrizia Broggi e
Giampaolo Gioia |
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1077 - 26.05.2004 - 17:00 e 1078x - 17:00 - ci fanno visita i russi
della Russian Central North Wall Expedition,
Victor Kozlov (capospedizione e famoso produttore
di documentari) e Michael Lavrov (giornalista di
NTV+) |
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| Per
cena, viene organizzata una gran festa, con
discorso commosso di Soro, vino e brindisi, torta,
e tante cantate. Paola è subito un po' brilla,
ma anche Claudio e il nostro imprevedibile
dottore non scherzano! Mentre chiacchiero con il
nostro sirdar Serap Jangbu, mi racconta che il 24
scorso è riuscito a recuperare in cima due
piccole preziose pietre! E di una ce ne fa dono,
ad Antonella Balerna e a me (che divideremo
fraternamente)! Entusiasta di questa cosa (dopo
aver volontariamente rinunciato a richiederla via
radio ai nostri in cima il 24 maggio), mi
riprometto di farla senz'altro analizzare in
laboratorio, appena rientrato in Italia! |
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| 1079 - 26.05.2004 - 18:26 e 1082 -
19:41 - festa dell'Everest, con brindisi tra
Enrico Bernieri e Soro Dorotei |
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| 1083 - 26.05.2004 - 19:48 e 1085 - 19:49 - festa dell'Everest, con
Massimo e Marco, e con la famosa torta "congratulation"! |
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1091 - 26.05.2004 - 20:02 e 1093 - 21:40 - festa dell'Everest, in
gruppo con i nostri amici al campo, e poi
cantando
con i 2 mari Panzeri e Merelli |
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Ascensioni
a Mt. Everest (da www.everestnews.com)
Oggi 26
maggio 2004
da Nord,
SUMMITCLIMB TEAM, 12:30 p.m.
1. Tim Horvath, U.S.A.
2. Eric Meyer, U.S.A.
3. Gyaluk Sherpa, Nepal.
4. Tenzi Sherpa, Nepal.
5. Tenzing Sherpa, Nepal.
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30° giorno - 27 maggio, giovedì:
Campo Base -Tingri
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Dalle
6.30 alle 8.30 i nostri medici endocrinologi
Silvia Grottoli e Andrea andy Benso sono
ancora impegnati nei prelievi di sangue, questa
volta agli alpinisti alex, Claudio,
Gioia, Giulio, ecc. Niente da fare invece per
Soro, che stamattina presto era entrato nella
tenda mensa, e s'era lasciato convincere per un'ottima
omelette, alla faccia del digiuno! (invalidando
un suo previsto prelievo di sangue).
Oggi
dovrebbero anche arrivare i nostri due pulmini, e
non sappiamo ancora se saranno qui in tempo per
la prevista tratta fino a Tingri, o se dovremo
rimandare la partenza a domani. In previsione del
loro arrivo, Soro vuole comunque smontare il
campo, per avvantaggiarci, mentre Giorgio non ha
invece alcuna intenzione di partire senza aver
recuperato prima i nostri strumenti, che non sono
ancora stati riportati a valle (e mi ricorda ora
come già in altre precedenti occasioni sia stato
poi costretto a ritornare, per recuperare delle
cose dimenticate in giro).
In ogni caso, si
comincia comunque a smontare il campo, ed è un
lavoraccio! Ognuno smonta la propria tendina, ma
poi ci sono la tenda-mensa, i pannelli
fotovoltaici, il magazzino, ecc. Tende e bidoni
via via riempiti vengono sistemati tutti sulla
ghiaia in una zona centrale del campo, perché
saranno caricate tra qualche giorno da un altro
pulmino. Il personale nepalese si fermerà quindi
al campo, per sorvegliare il materiale.
Prepariamo anche le nostre sacche personali,
mentre ci domandiamo dove dormiremo stanotte se i
pulmini non dovessero poi arrivare. Alle 15
eccoli invece qui, a guadare con una certa
difficoltà il nostro torrente, ormai in piena!
Sono due pulmini abbastanza piccoli, e noi siamo
davvero in tanti, e siamo quindi costretti a
portarci dietro solo il minimo indispensabile
perché dentro, oltre a noi, non cè molto
posto. Io comunque riesco a caricare quasi tutta
la mia roba, fatta eccezione per il bidone con la
vela e per lo zaino blu. Giorgio invece insiste
ancora per restare al campo, in attesa degli
strumenti. Encomiabile, e prudente, ma dove
dormirà? Alla fine, riesco a convincerlo a
partire comunque con noi, e alle 16.35 saliamo
finalmente tutti sui due pulmini.
Siamo appena
saliti tutti, che da dietro la morena appaiono i
primi yak della carovana proveniente dal nostro
campo avanzato! Molto più tranquilli,
soprattutto Giorgio, ci sistemiamo allora nei
sedili, ed è un caso che mi accorga della nostra
bandiera, ancora issata sul palo a lato della
mensa. Bisogna assolutamente recuperarla! Salto
giù che eravamo già a motore acceso, mi faccio
passare da un tibetano il suo coltellaccio e
recido deciso i cordini, dopo aver inutilmente
tentato di sbrogliare nodi e scotch vari: la
bandiera è salva!
Alle 16.40
lasciamo il nostro amato Base Camp, tutti
abbastanza commossi. Arriviamo al monastero di
Rongbuk/Rongphu, e superiamo la sbarra, sollevata
da un addetto che sembra... è il "nostro"
lama! Resto ora un po' deluso, nel vederlo
impegnato in una attività normale, e
così non ne faccio cenno agli altri, ma d'altra
parte deve pur vivere! Proseguiamo velocemente in
discesa, giù fino alla piana, dove stavolta al
bivio prendiamo a sinistra, passando il ponte
sullo Dza-Chu alle 17.30, e poi cominciando a
risalire i ripidi pendii, su una traccia ghiaiosa
davvero poco segnata, che talvolta diventa
sterrato anche impegnativo per i nostri piccoli
pulmini.
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| 2219 - 27.05.2004 - 16:42 e
2221 - 16:55 - in viaggio |
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| 2223 - 27.05.2004 - 17:35 e
2224 - 17:38 - al ponte sullo Dza-Chue, e vista
verso il Cho Oyu |
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La
salita diventa a tratti davvero tosta, e con il
pulmino siamo talvolta al limite. Ogni tanto si
aprono degli stupefacenti panorami sulle montagne,
tra cui svetta soprattutto il Cho Oyu.
Raggiungiamo faticosamente il Passo di Nam La a
5250m, e poi cominciamo lentamente a scendere. Il
nostro pilota non si ferma volentieri, e ci
lascia sostare solo per i nostri bisogni
fisiologici, ma comunque l'altro pulmino pian
piano ci distanzia, e poco dopo restiamo soli.
Sopraggiunge anche il buio a rendere il viaggio
ancora più difficile, soprattutto nei guadi, con
molta acqua, e con i fari a tentare di
individuare la via di uscita. E con la strada poi
per lunghi tratti molto esposta sul torrente
sottostante.
Alle 21.30
raggiungiamo finalmente Tingri, ed entriamo nel
cortile dell'hotel, una specie di ranch, con
laria ancora frizzantina di montagna. Ci
aspetta una buona cena tutti assieme, in una
piccola e fumosa saletta, e poi ci sistemiamo per
la notte quelli del nostro gruppo in una grande
stanza, con dei veri letti, i primi dopo un mese!
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| 2227 - 27.05.2004 - 18:15 e
2230 - in viaggio verso Tingri |
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www.montagna.org |
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comunicato del 27.05.2004
Ciampi alla squadra di K2 2004: avete l'ammirazione
di tutti gli italiani! |
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comunicato del 27.05.2004
Raccolti i dati necessari per arrivare
alla nuova
rimisurazione dell'Everest |
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comunicato del 27.05.2004
K2 2004: le congratulazioni del nuovo
presidente del CAI |
Ascensioni
a Mt. Everest (da www.everestnews.com)
Oggi 27
maggio 2004
da Sud, ADVENTURE CONSULTANTS
TEAM
10:20 a.m.
1. Mr. Anthony Donald Baldry (42 yrs),
Australia.
2. Ms. Samantha Mary-Claire O'Carroll (28
yrs), Ireland.
3. Mr. Phu Tashi Sherpa (31 yrs), Nepal.
4. Mr. Ang Chhuldim Sherpa (43 yrs),
Nepal.
10:30 a.m.
5. Mr. John Kenneth Rost (40 yrs), U.S.A.
6. Mr. Lhakpa Tharke Sherpa (23 yrs),
Nepal.
11:12 a.m.
7. Mr. Luis Guillermo Benitez (32 yrs), U.S.A.
8. Mr. Pasang Tenzing Sherpa (26 yrs),
Nepal.
9. Mr. Nuru Gyalzen Sherpa (30 yrs),
Nepal.
da Nord, SUMMITCLIMB TEAM, 12:08 p.m.
1. Mr. Jangbu Sherpa, Nepal.
2. Mr. Phuri Sherpa, Nepal.
3. Mr. Yunden from Tingri, Tibet.
4. Mr. Wangdu from Tingri, Tibet.
da Nord, INTERNATIONAL TEAM
1. Viacheslav Skripko
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31° giorno - 28 maggio, venerdì:
Tingri - Kathmandu
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La
notte l'ho passata davvero bene, nel mio primo
letto, dopo tanto tempo. C'è stata la solita
sveglia notturna per la pipì, e non è stato
facile senza la frontale a portata di mano uscire
al buio e scendere la scale allaperto. Nel
piazzale cerano anche parecchi cani, che
hanno cominciato subito ad abbaiare, tanto da
dovermi allontanare fino ad uscire in strada. E'
stata comunque la prima notte passata sotto delle
coperte, con un confortevole sacco lenzuolo per
difendermi dalle prevedibili pulci. La sveglia
stamattina è alle 3.40, e tutti assonnati ci
ritroviamo a colazione. Si sale subito sui
pulmini che è ancora notte e si riprende il
viaggio già alle 4.20.
La
traversata delle montagne è ancora lunga,
raggiungiamo il passo più alto della giornata,
il Lalung La Pass 4910m, sempre molto brullo,
incontriamo un solitario bellissimo yak dal pelo
chiaro, e poi proseguiamo in una infinita discesa
seguendo la valle dai versanti ripidissimi, che
si fa progressivamente sempre più verdeggiante.
Alle 7.20 incontriamo la prima cittadina di
Nyalam a 3750m, dove facciamo il pieno di
carburante.
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| 2233 - 28.05.2004 - 5:18 - in
viaggio |
2236 - 28.05.2004 - 6:05 - in
viaggio |
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| 2239 - 28.05.2004 - 5:18 - il brullo
Lalung La Pass a 4910m |
2239 - 28.05.2004 - 7:30 - arriviamo
a Nyalam, 3750m slm |
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| 2245 - 28.05.2004 - 7:33 e
2246 - 7:34 - incontriamo a Nyalam bellissimi yak
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| 2248 - 28.05.2004 - 7:42 -
PetroChina a Nyalam |
2250 - 28.05.2004 - 7:43 - Andy
e il suo benedetto carica-batterie |
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| 2253 - 28.05.2004 - 8:34 e 2257 - 8:34
- sulla strada fangosissima |
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| 2259
- 28.05.2004 - 9:38 - arriviamo a Zhangmu,
cittadina di confine |
2260
- 28.05.2004 - 10:02 - cambio di pulmini, prima
del confine |
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Alle
9 raggiungiamo infine in una strada fangosissima
e viscida la cittadina di Zhangmu a 2300m di
quota, prima del confine tra Tibet cinese e Nepal.
La prima sosta per il controllo dei documenti,
dei visti di uscita e del materiale è in
territorio cinese. Le guardie, prevalentemente
donne, sono molto dure, e anche piuttosto
bruttine. Poi si rimonta sui pulmini e si
prosegue sempre in discesa per un breve tratto
fangoso. Zhangmu si trova su un versante
ripidissimo di una valle molto incisa e dalla
vegetazione quasi tropicale. Poco sotto, il
Friendship Bridge (il Ponte dellAmicizia)
fa da confine di Stato. Prima del ponte, ci
sarebbero ancora due ripidi tornanti in discesa,
ma i pulmini si fermano e siamo costretti a
scendere, subito circondati da uno stuolo di
ragazzini seminudi e vocianti. Non comprendiamo
ancora bene cosa stia succedendo, ma pare che i
bagagli devono essere scaricati ora tutti per
strada! Il fango è tale, da non poterli neanche
appoggiare al suolo, ma mentre viene organizzato
un passamano facendoli uscire dai finestrini, i
ragazzini se ne impossessano, se li assicurano in
schiena e si lanciano velocissimi con le nostre
cose in direzione del ponte. Preoccupati per la
sorte incerta del bagaglio, cerchiamo di tener
loro dietro, e così di corsa attraversiamo il
ponte ed entriamo a Kodari, fermandoci tutti
davanti ad un piccolo edificio, che segna il
posto di controllo di ingresso in Nepal, mentre
il materiale è già tutto scaricato per terra
sulla strada. Non cè stato neanche il
tempo di controllare se tutto il carico sia stato
scaricato effettivamente dai pulmini, né di
scattare qualche fotografia. Le pratiche per i
documenti di ingresso portano via poco tempo,
oltre ai 30$ per il visto, mentre a turno
restiamo in strada a fare la guardia ai bagagli
ammucchiati alla rinfusa allingresso.
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da internet, il
famoso Friendship Bridge tra Zhangmu e
Kodari, confine di Stato tra Tibet cinese
e Nepal, che non sono riuscito
a fotografare correndo dietro ai
ragazzini... (a sinistra by Helki in
Panoramio, a destra by TravelPod) |
Ottenuti i visti, i ragazzini si caricano
nuovamente in schiena il nostro materiale e
proseguiamo assieme, ora senza correre, lungo la
via principale del villaggio per ancora qualche
centinaio di metri, sempre seguendo i nostri
portatori bambini, fino a raggiungere il centro
di Kodari, dove ci stanno aspettando due pulmini
questa volta della Thamserku. Tutte le cose
vengono ricaricate nei nuovi pulmini, ma i
ragazzini non ci mollano, pretendendo ora la paga,
finché non appare un inviato dall'agenzia, che
si impegna a pagarli direttamente, annullando
però le precedenti e senz'altro più favorevoli
contrattazioni sui prezzo del trasbordo, che loro
pensavano di averci strappato poco prima,
parlando però in un linguaggio per noi
incomprensibile. Grandi rimostranze, poi messe a
tacere da qualche terribile minaccia del nostro
uomo Thamserku. Nel frattempo, a Giorgio sembra
che manchi alla conta uno degli strumenti. Così,
fa scaricare nuovamente parte del bagaglio in
strada (immaginarsi i mugugni di tutti...), ma
per fortuna tutto è a posto e ci rimettiamo
finalmente in viaggio, per un breve tragitto fino
al fondo valle, al primo paesino (Barabise) alla
biforcazione del fiume, dove ci fermiamo
nuovamente, questa volta per la sosta pranzo.
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| 0755ab - 28.05.2004
- 11:17 e 2264 - 11:53 - si prosegue nel
fango molto pericoloso |
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| 2275 - 28.05.2004 -
12:36 e 0763ab - 12:54 - e si raggiunge
il villaggio lungo il fiume, con i
ristorantini con il pesce fritto! |
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Uscendo
dal pulmino, ci troviamo di colpo immersi in una
calura umida e sudaticcia, che ci costringe a
togliere subito tutto il nostro vestiario da
campo base, per restare in maglietta. La strada
principale qui costeggia il grande fiume, e su
questo lato ogni edificio ha dei negozietti o dei
localini, piuttosto sporchi, dove ti servono
della frittura di pesce pescato nel fiume, ed
altre cose fritte. Senza stare tanto a badare
alligiene, e nonostante la calura, ci
accomodiamo in quello con la terrazza più bella,
e ci abbuffiamo di pesciolini molto gustosi, il
tutto accompagnato da ottima birra fresca. Poi
rimontiamo sui pulmini e il viaggio prosegue
lungo il fiume, con il paesaggio che si fa sempre
più verde e lussureggiante.
Purtroppo,
con laumentare della temperatura esterna,
comincia ad evidenziarsi un nuovo grave problema.
Il grosso frigo di Silvia e Andy, con i campioni
di sangue prelevati dagli alpinisti, comincia a
segnalare una temperatura via via eccessiva! Le
batterie, che mantenevano una temperatura
costante, si sono ormai scaricate, e la
situazione si fa di momento in momento più
critica, con la temperatura interna che si
innalza gradualmente, fino a sfiorare ora lo zero!
Cerchiamo di trovare una soluzione urgente, ci
sarebbero le batterie del pulmino, ma nessuno ha
dei cavi di collegamento, né degli spinotti per
il frigo. Riesco allora ad adattare in qualche
modo un cavetto di alimentazione della mia
fotocamera Nikon, collegando direttamente le
batterie del pulmino sotto il sedile al frigo,
che ricomincia a raffreddare, e la cosa ha molto
successo! (tanto da valermi addirittura la
promessa di una mega cena nelle Langhe
).
Il viaggio
prosegue fino a raggiungere alle 15.40 la
periferia di Kathmandu. Il nostro guidatore si
sente però ora poco bene, e ci fermiamo
probabilmente davanti alla sua abitazione, dove
si fa sostituire da un ragazzo più giovane e un
po sbruffoncello, che arrivando in città
sembra non essere neanche in grado di ritrovare
il nostro Singi Hotel. Dopo un breve battibecco
con Silvia, sembra però aver ragione lui,
perché stavolta non siamo più alloggiati al
Royal Singi, ma ci hanno trasferito al Durbar
Hotel. Nella sosta nel piazzale del primo,
recuperiamo fortunosamente il bagaglio lasciato
in hotel allandata da Andrea, e poi ci
spostiamo ora nella nuova sistemazione comunque
non molto distante, nella viuzza verso lo Yak&Yeti.
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| 0765ab - 28.05.2004 - 13:01 e 0769ab
- 13:08 - ottimo pesce fritto, e bambini del
villaggio |
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| 0771ab
- 28.05.2004 - 13:11 - Gianni Mortara tra i
bambini |
0776ab
- 28.05.2004 - 13:56 - Enrico Bernieri e Daniele
Nardi k.o. |
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| 2282 - 28.05.2004 - 15:18 e 2283 -
15:34 - e si arriva alla periferia verde di
Kathmandu |
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Scaricati
nuovamente e definitivamente tutti i bagagli, mi
faccio finalmente la prima doccia, e anche la
barba. Poi scendiamo nella hall dove veniamo a
sapere che per la cena stasera si va tutti allo
Yak&Yeti! A Giorgio lo Yak&Yeti non deve
stare molto simpatico, e poi a suo dire ci si
trova sempre a spendere un patrimonio! Così, lui
e Gino decidono di andare in Thamel alla Steak
House Everest, mentre noi preferiamo raggiungere
gli altri allo Yak&Yeti, dove è stato invece
organizzato un bellissimo buffet, offerto dalla
spedizione, dove pagheremo soltanto le bevande!
Passiamo una serata molto simpatica, mangiando
davvero bene. Unico neo, la brillante idea di
qualcuno di voler far stampare delle stupide
magliette, con la scritta "Ossigeno, no
grazie", idea per fortuna poi abbandonata,
ma significativa della scarsa considerazione
verso chi in cima all'Everest c'è arrivato con
le bombole...
Poi ci si
sposta tutti nella notte in Thamel, a bere
qualcosa al Tom&Jerry, locale molto in voga
qui e pieno di gente, con molto casino, ma io
stanchissimo mi ritiro presto e vado a dormire
alle 23.30, svegliando Gino che seguendo Giorgio
si è perso questa nostra bella serata brava.
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| 0779ab - 28.05.2004 - 20:28 e 0781ab
- 20:31 - grande cena allo Yak&Yeti! |
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| 0784ab
- 28.05.2004 - 20:39 - grande cena allo Yak&Yeti!
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0785ab
- 29.05.2004 - 2:19 - e nuovamente in Hotel |
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www.montagna.org |
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comunicato del 28.05.2004
Ev-K2-cnr le misurazioni dell'Everest |
Ascensioni
a Mt. Everest (da www.everestnews.com)
Oggi 28
maggio 2004
oggi nessuno in cima
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