"Diario di bordo"
della mia partecipazione
alla spedizione scientifico-alpinistica nazionale
per "K
2 - 50 anni dopo" di maggio 2004 all'
Everest

di Roberto Mandler



VIII capitolo: Base Camp - Kathmandu
(26-28 maggio)

29° giorno - 26 maggio, mercoledì:
Campo Base, alpinisti scendono al campo

Avevo messo la sveglia alle 4.45 e mi sono svegliato quindi prestissimo, in tempo per la partenza di Patrizia Broggi, Paola Teti e Massimo Cappon per il Nepal. Devo aver probabilmente anche dormito male, perché sono un po' rintronato. Patrizia si è dovuta decidere a partire in fretta e furia, perché proprio oggi le scadeva il visto di soggiorno in Cina, e dovrà pertanto attraversare in giornata il confine! A lei si è aggregata Paola Teti, con i suoi frigo pieni di delicati campioni di neve (per lo studio dell'inquinamento). Massimo, che avrebbe voluto raggiungere i parenti per il funerale di suo padre in Italia, credo si sia invece fermato fino alla sera, e sia partito con un altra jeep. Paola e Patrizia, che dovrebbero fare oggi tutta una tirata fino al confine, aspettano impazienti la jeep, che arriva poco dopo guidata da uno scorbutico pilota tibetano. Carichiamo i bagagli in auto e, dovendo garantire durante il viaggio il raffreddamento dei frigo, vorremmo collegare ora gli appositi cavi alla presa 12V dell'accendisigari della jeep, ma il pilota non ha nessuna intenzione di lasciarcelo fare, forse preoccupato dall'eccessivo assorbimento delle batterie. La presa accendisigari è comunque di un modello particolare, e sarebbe quindi anche necessario adattarci in qualche modo uno spinotto. Niente da fare, siamo costretti ad arrangiarci con le due batterie portatili, che erano state già ricaricate in vista delle soste nel tragitto, sperando ora che non si scarichino troppo presto. Colleghiamo così la prima batteria e... non dà alcun segno di vita! Con la seconda va meglio, ma Paola è costretta a partire alle 5.30 con un solo ricambio, dandoci appuntamento tra qualche giorno a Kathmandu. La nostra partenza è invece in programma per domani, per fermarci domani sera a Tingri, e proseguire l'indomani per Kathmandu.

La meteo della giornata è molto buona e non contento della precedente esperienza decido di riprovare un'ultima volta con il volo. Stavolta sarò solo. Estraggo così tutto nuovamente dal bidone, mi carico la pesante sacca con il parapendio in spalla e mi dirigo verso il torrente alla base del ripido pendio della morena laterale. Prima di arrivarci, costeggio la base della morena frontale, dove oggi un stormo di corvi sta volacchiando in dinamica. Il vento è già sostenuto, penso che magari potrei provare a decollare da qui, ma il dislivello altimetrico della morena è talmente modesto da farmi decidere di proseguire per il decollo dell'altra volta. Proseguo fino al torrente, ma le condizioni del fiume sono cambiate parecchio e ora è ormai in piena. Provo a risalire verso monte per raggiungere un possibile guado, ma la gran parte dei blocchi isolati è sott’acqua, la corrente è molto forte, e i rari massi che emergono sono ricoperti da un sottle strato di ghiaccio! In queste condizioni, non mi è possibile traversare, e ritorno mesto sui miei passi. Cerco con lo sguardo un'eventuale ultima possibilità di decollo, ma non ne trovo altre e così decido di rientrare al campo e di mettermi rassegnato a preparare i bagagli per la nostra partenza.


0751ab - 26.05.2004 - 8:24 e 0752ab - 8:24 - prelievi di sangue agli alpinisti Mario Merelli e gnaro Mondinelli esposti agli 8000m
   
   
Nel pomeriggio cominciano ad arrivare al campo i primi alpinisti dai campi alti. Per primi, Mario Merelli (che forse era arrivato per primo già ieri sera...) e gnaro, poi un po’ scaglionati gli altri reduci della vittoriosa spedizione, Karl Unterkircher, Michele Compagnoni, Tarcisio Bellò, Alex Busca, Claudio Bastrentaz, Soro Dorotei, Marco Forcatura, Giulio Maggioni, Mario Panzeri e Patrizia Broggi. Ed i medici Silvia Grottoli e andy Benso cominciano subito a succhiar loro il sangue. Il loro programma prevede infatti dei prelievi periodici, per seguire le modificazioni nelle endorfine degli alpinisti, dopo l'esposizione alle quote estreme.

Noi intanto cominciamo a liberare la nostra tenda strumenti, sistemando le nostre cose nei bidoni. Alle 17 ci fanno nuovamente visita, e questa volta amichevolmente, i russi Victor Kozlov e Michael Lavrov della Russian Central North Wall Expedition. I loro uomini stanno proseguendo insesorabilmente nella difficilissima salita, e prevedono di raggiungere la cima in altri 7/10 giorni. Giorgio, che si preoccupa per la nostra mira ottica abbandonata dal 24 sulla cima, propone ora loro un compenso se gli recupereranno almeno i preziosi specchi, una volta raggiunta la cima...


   
1057 - 26.05.2004 - 14.54 e 1058 - 14:55 - rientrano al campo Soro Dorotei e Giulio Maggioni
   
1059 - 26.05.2004 - 14:55 e 1061 - 14:56 - rientrano al campo Mario Panzeri e il nostro sirdar Serap Jangbu sherpa
   
1062 - 26.05.2004 - 15:23 e 1063 - 15:24 - rientrano al campo Karl Unterkircher e michi Compagnoni
   
1065 - 26.05.2004 - 15:24 e 1070 - 15:28 - rientrano al campo Tarcisio Bello (qui con il nostro Dahua Ringi sherpa),
e i magnifici quattro in cima il 24 maggio: Claudio Bastrentaz, Alex Busca, Mario Merelli e Karl Unterkircher
   
1071 - 26.05.2004 - 15:31 e 1072 - 15:34 - rientrano al campo Karl Unterkircher (qui con il medico Roberto Da Porto), e Marco Forcatura
   
1073 - 26.05.2004 - 16:18 e1074 - 16:18 - rientrano al campo il nostro angelo Patrizia Broggi e Giampaolo Gioia
   
1077 - 26.05.2004 - 17:00 e 1078x - 17:00 - ci fanno visita i russi della Russian Central North Wall Expedition,
Victor Kozlov (capospedizione e famoso produttore di documentari) e Michael Lavrov (giornalista di NTV+)
   
 
Per cena, viene organizzata una gran festa, con discorso commosso di Soro, vino e brindisi, torta, e tante cantate. Paola è subito un po' brilla, ma anche Claudio e il nostro imprevedibile dottore non scherzano! Mentre chiacchiero con il nostro sirdar Serap Jangbu, mi racconta che il 24 scorso è riuscito a recuperare in cima due piccole preziose pietre! E di una ce ne fa dono, ad Antonella Balerna e a me (che divideremo fraternamente)! Entusiasta di questa cosa (dopo aver volontariamente rinunciato a richiederla via radio ai nostri in cima il 24 maggio), mi riprometto di farla senz'altro analizzare in laboratorio, appena rientrato in Italia!
     
1079 - 26.05.2004 - 18:26 e 1082 - 19:41 - festa dell'Everest, con brindisi tra Enrico Bernieri e Soro Dorotei
   
1083 - 26.05.2004 - 19:48 e 1085 - 19:49 - festa dell'Everest, con Massimo e Marco, e con la famosa torta "congratulation"!
   
1091 - 26.05.2004 - 20:02 e 1093 - 21:40 - festa dell'Everest, in gruppo con i nostri amici al campo, e poi cantando
con i 2 mari Panzeri e Merelli
   

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comunicato del 26.05.2004
Arrivo in vetta: ecco il video!


Ascensioni a Mt. Everest (da www.everestnews.com)

Oggi
26 maggio 2004

da Nord, SUMMITCLIMB TEAM, 12:30 p.m.
1. Tim Horvath, U.S.A.
2. Eric Meyer, U.S.A.
3. Gyaluk Sherpa, Nepal.
4. Tenzi Sherpa, Nepal.
5. Tenzing Sherpa, Nepal.



30° giorno - 27 maggio, giovedì: Campo Base -Tingri


Dalle 6.30 alle 8.30 i nostri medici endocrinologi Silvia Grottoli e Andrea andy Benso sono ancora impegnati nei prelievi di sangue, questa volta agli alpinisti alex, Claudio, Gioia, Giulio, ecc. Niente da fare invece per Soro, che stamattina presto era entrato nella tenda mensa, e s'era lasciato convincere per un'ottima omelette, alla faccia del digiuno! (invalidando un suo previsto prelievo di sangue).

Oggi dovrebbero anche arrivare i nostri due pulmini, e non sappiamo ancora se saranno qui in tempo per la prevista tratta fino a Tingri, o se dovremo rimandare la partenza a domani. In previsione del loro arrivo, Soro vuole comunque smontare il campo, per avvantaggiarci, mentre Giorgio non ha invece alcuna intenzione di partire senza aver recuperato prima i nostri strumenti, che non sono ancora stati riportati a valle (e mi ricorda ora come già in altre precedenti occasioni sia stato poi costretto a ritornare, per recuperare delle cose dimenticate in giro).

In ogni caso, si comincia comunque a smontare il campo, ed è un lavoraccio! Ognuno smonta la propria tendina, ma poi ci sono la tenda-mensa, i pannelli fotovoltaici, il magazzino, ecc. Tende e bidoni via via riempiti vengono sistemati tutti sulla ghiaia in una zona centrale del campo, perché saranno caricate tra qualche giorno da un altro pulmino. Il personale nepalese si fermerà quindi al campo, per sorvegliare il materiale. Prepariamo anche le nostre sacche personali, mentre ci domandiamo dove dormiremo stanotte se i pulmini non dovessero poi arrivare. Alle 15 eccoli invece qui, a guadare con una certa difficoltà il nostro torrente, ormai in piena! Sono due pulmini abbastanza piccoli, e noi siamo davvero in tanti, e siamo quindi costretti a portarci dietro solo il minimo indispensabile perché dentro, oltre a noi, non c’è molto posto. Io comunque riesco a caricare quasi tutta la mia roba, fatta eccezione per il bidone con la vela e per lo zaino blu. Giorgio invece insiste ancora per restare al campo, in attesa degli strumenti. Encomiabile, e prudente, ma dove dormirà? Alla fine, riesco a convincerlo a partire comunque con noi, e alle 16.35 saliamo finalmente tutti sui due pulmini.

Siamo appena saliti tutti, che da dietro la morena appaiono i primi yak della carovana proveniente dal nostro campo avanzato! Molto più tranquilli, soprattutto Giorgio, ci sistemiamo allora nei sedili, ed è un caso che mi accorga della nostra bandiera, ancora issata sul palo a lato della mensa. Bisogna assolutamente recuperarla! Salto giù che eravamo già a motore acceso, mi faccio passare da un tibetano il suo coltellaccio e recido deciso i cordini, dopo aver inutilmente tentato di sbrogliare nodi e scotch vari: la bandiera è salva!

Alle 16.40 lasciamo il nostro amato Base Camp, tutti abbastanza commossi. Arriviamo al monastero di Rongbuk/Rongphu, e superiamo la sbarra, sollevata da un addetto che sembra... è il "nostro" lama! Resto ora un po' deluso, nel vederlo impegnato in una attività normale, e così non ne faccio cenno agli altri, ma d'altra parte deve pur vivere! Proseguiamo velocemente in discesa, giù fino alla piana, dove stavolta al bivio prendiamo a sinistra, passando il ponte sullo Dza-Chu alle 17.30, e poi cominciando a risalire i ripidi pendii, su una traccia ghiaiosa davvero poco segnata, che talvolta diventa sterrato anche impegnativo per i nostri piccoli pulmini.


2219 - 27.05.2004 - 16:42 e 2221 - 16:55 - in viaggio
   
2223 - 27.05.2004 - 17:35 e 2224 - 17:38 - al ponte sullo Dza-Chue, e vista verso il Cho Oyu
   
La salita diventa a tratti davvero tosta, e con il pulmino siamo talvolta al limite. Ogni tanto si aprono degli stupefacenti panorami sulle montagne, tra cui svetta soprattutto il Cho Oyu. Raggiungiamo faticosamente il Passo di Nam La a 5250m, e poi cominciamo lentamente a scendere. Il nostro pilota non si ferma volentieri, e ci lascia sostare solo per i nostri bisogni fisiologici, ma comunque l'altro pulmino pian piano ci distanzia, e poco dopo restiamo soli. Sopraggiunge anche il buio a rendere il viaggio ancora più difficile, soprattutto nei guadi, con molta acqua, e con i fari a tentare di individuare la via di uscita. E con la strada poi per lunghi tratti molto esposta sul torrente sottostante.

Alle 21.30 raggiungiamo finalmente Tingri, ed entriamo nel cortile dell'hotel, una specie di ranch, con l’aria ancora frizzantina di montagna. Ci aspetta una buona cena tutti assieme, in una piccola e fumosa saletta, e poi ci sistemiamo per la notte quelli del nostro gruppo in una grande stanza, con dei veri letti, i primi dopo un mese!


2227 - 27.05.2004 - 18:15 e 2230 - in viaggio verso Tingri
   

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comunicato del 27.05.2004
Ciampi alla squadra di K2 2004: avete l'ammirazione di tutti gli italiani!
comunicato del 27.05.2004
Raccolti i dati necessari per arrivare alla nuova
rimisurazione dell'Everest
comunicato del 27.05.2004
K2 2004: le congratulazioni del nuovo presidente del CAI


Ascensioni a Mt. Everest (da www.everestnews.com)

Oggi
27 maggio 2004

da Sud, ADVENTURE CONSULTANTS TEAM
10:20 a.m.
1. Mr. Anthony Donald Baldry (42 yrs), Australia.
2. Ms. Samantha Mary-Claire O'Carroll (28 yrs), Ireland.
3. Mr. Phu Tashi Sherpa (31 yrs), Nepal.
4. Mr. Ang Chhuldim Sherpa (43 yrs), Nepal.
10:30 a.m.
5. Mr. John Kenneth Rost (40 yrs), U.S.A.
6. Mr. Lhakpa Tharke Sherpa (23 yrs), Nepal.
11:12 a.m.
7. Mr. Luis Guillermo Benitez (32 yrs), U.S.A.
8. Mr. Pasang Tenzing Sherpa (26 yrs), Nepal.
9. Mr. Nuru Gyalzen Sherpa (30 yrs), Nepal.


da Nord, SUMMITCLIMB TEAM, 12:08 p.m.
1. Mr. Jangbu Sherpa, Nepal.
2. Mr. Phuri Sherpa, Nepal.
3. Mr. Yunden from Tingri, Tibet.
4. Mr. Wangdu from Tingri, Tibet.

da Nord, INTERNATIONAL TEAM
1. Viacheslav Skripko



31° giorno - 28 maggio, venerdì: Tingri - Kathmandu


La notte l'ho passata davvero bene, nel mio primo letto, dopo tanto tempo. C'è stata la solita sveglia notturna per la pipì, e non è stato facile senza la frontale a portata di mano uscire al buio e scendere la scale all’aperto. Nel piazzale c’erano anche parecchi cani, che hanno cominciato subito ad abbaiare, tanto da dovermi allontanare fino ad uscire in strada. E' stata comunque la prima notte passata sotto delle coperte, con un confortevole sacco lenzuolo per difendermi dalle prevedibili pulci. La sveglia stamattina è alle 3.40, e tutti assonnati ci ritroviamo a colazione. Si sale subito sui pulmini che è ancora notte e si riprende il viaggio già alle 4.20.

La traversata delle montagne è ancora lunga, raggiungiamo il passo più alto della giornata, il Lalung La Pass 4910m, sempre molto brullo, incontriamo un solitario bellissimo yak dal pelo chiaro, e poi proseguiamo in una infinita discesa seguendo la valle dai versanti ripidissimi, che si fa progressivamente sempre più verdeggiante. Alle 7.20 incontriamo la prima cittadina di Nyalam a 3750m, dove facciamo il pieno di carburante.


2233 - 28.05.2004 - 5:18 - in viaggio 2236 - 28.05.2004 - 6:05 - in viaggio
   
2239 - 28.05.2004 - 5:18 - il brullo Lalung La Pass a 4910m 2239 - 28.05.2004 - 7:30 - arriviamo a Nyalam, 3750m slm
   
2245 - 28.05.2004 - 7:33 e 2246 - 7:34 - incontriamo a Nyalam bellissimi yak
   
2248 - 28.05.2004 - 7:42 - PetroChina a Nyalam 2250 - 28.05.2004 - 7:43 - Andy e il suo benedetto carica-batterie
   
2253 - 28.05.2004 - 8:34 e 2257 - 8:34 - sulla strada fangosissima
   
2259 - 28.05.2004 - 9:38 - arriviamo a Zhangmu, cittadina di confine 2260 - 28.05.2004 - 10:02 - cambio di pulmini, prima del confine
   
Alle 9 raggiungiamo infine in una strada fangosissima e viscida la cittadina di Zhangmu a 2300m di quota, prima del confine tra Tibet cinese e Nepal. La prima sosta per il controllo dei documenti, dei visti di uscita e del materiale è in territorio cinese. Le guardie, prevalentemente donne, sono molto dure, e anche piuttosto bruttine. Poi si rimonta sui pulmini e si prosegue sempre in discesa per un breve tratto fangoso. Zhangmu si trova su un versante ripidissimo di una valle molto incisa e dalla vegetazione quasi tropicale. Poco sotto, il Friendship Bridge (il Ponte dell’Amicizia) fa da confine di Stato. Prima del ponte, ci sarebbero ancora due ripidi tornanti in discesa, ma i pulmini si fermano e siamo costretti a scendere, subito circondati da uno stuolo di ragazzini seminudi e vocianti. Non comprendiamo ancora bene cosa stia succedendo, ma pare che i bagagli devono essere scaricati ora tutti per strada! Il fango è tale, da non poterli neanche appoggiare al suolo, ma mentre viene organizzato un passamano facendoli uscire dai finestrini, i ragazzini se ne impossessano, se li assicurano in schiena e si lanciano velocissimi con le nostre cose in direzione del ponte. Preoccupati per la sorte incerta del bagaglio, cerchiamo di tener loro dietro, e così di corsa attraversiamo il ponte ed entriamo a Kodari, fermandoci tutti davanti ad un piccolo edificio, che segna il posto di controllo di ingresso in Nepal, mentre il materiale è già tutto scaricato per terra sulla strada. Non c’è stato neanche il tempo di controllare se tutto il carico sia stato scaricato effettivamente dai pulmini, né di scattare qualche fotografia. Le pratiche per i documenti di ingresso portano via poco tempo, oltre ai 30$ per il visto, mentre a turno restiamo in strada a fare la guardia ai bagagli ammucchiati alla rinfusa all’ingresso.

da internet, il famoso Friendship Bridge tra Zhangmu e Kodari, confine di Stato tra Tibet cinese e Nepal, che non sono riuscito
a fotografare correndo dietro ai ragazzini... (a sinistra by Helki in Panoramio, a destra by TravelPod)


Ottenuti i visti, i ragazzini si caricano nuovamente in schiena il nostro materiale e proseguiamo assieme, ora senza correre, lungo la via principale del villaggio per ancora qualche centinaio di metri, sempre seguendo i nostri portatori bambini, fino a raggiungere il centro di Kodari, dove ci stanno aspettando due pulmini questa volta della Thamserku. Tutte le cose vengono ricaricate nei nuovi pulmini, ma i ragazzini non ci mollano, pretendendo ora la paga, finché non appare un inviato dall'agenzia, che si impegna a pagarli direttamente, annullando però le precedenti e senz'altro più favorevoli contrattazioni sui prezzo del trasbordo, che loro pensavano di averci strappato poco prima, parlando però in un linguaggio per noi incomprensibile. Grandi rimostranze, poi messe a tacere da qualche terribile minaccia del nostro uomo Thamserku. Nel frattempo, a Giorgio sembra che manchi alla conta uno degli strumenti. Così, fa scaricare nuovamente parte del bagaglio in strada (immaginarsi i mugugni di tutti...), ma per fortuna tutto è a posto e ci rimettiamo finalmente in viaggio, per un breve tragitto fino al fondo valle, al primo paesino (Barabise) alla biforcazione del fiume, dove ci fermiamo nuovamente, questa volta per la sosta pranzo.


0755ab - 28.05.2004 - 11:17 e 2264 - 11:53 - si prosegue nel fango molto pericoloso
   
2275 - 28.05.2004 - 12:36 e 0763ab - 12:54 - e si raggiunge il villaggio lungo il fiume, con i ristorantini con il pesce fritto!
   
   
Uscendo dal pulmino, ci troviamo di colpo immersi in una calura umida e sudaticcia, che ci costringe a togliere subito tutto il nostro vestiario da campo base, per restare in maglietta. La strada principale qui costeggia il grande fiume, e su questo lato ogni edificio ha dei negozietti o dei localini, piuttosto sporchi, dove ti servono della frittura di pesce pescato nel fiume, ed altre cose fritte. Senza stare tanto a badare all’igiene, e nonostante la calura, ci accomodiamo in quello con la terrazza più bella, e ci abbuffiamo di pesciolini molto gustosi, il tutto accompagnato da ottima birra fresca. Poi rimontiamo sui pulmini e il viaggio prosegue lungo il fiume, con il paesaggio che si fa sempre più verde e lussureggiante.

Purtroppo, con l’aumentare della temperatura esterna, comincia ad evidenziarsi un nuovo grave problema. Il grosso frigo di Silvia e Andy, con i campioni di sangue prelevati dagli alpinisti, comincia a segnalare una temperatura via via eccessiva! Le batterie, che mantenevano una temperatura costante, si sono ormai scaricate, e la situazione si fa di momento in momento più critica, con la temperatura interna che si innalza gradualmente, fino a sfiorare ora lo zero! Cerchiamo di trovare una soluzione urgente, ci sarebbero le batterie del pulmino, ma nessuno ha dei cavi di collegamento, né degli spinotti per il frigo. Riesco allora ad adattare in qualche modo un cavetto di alimentazione della mia fotocamera Nikon, collegando direttamente le batterie del pulmino sotto il sedile al frigo, che ricomincia a raffreddare, e la cosa ha molto successo! (tanto da valermi addirittura la promessa di una mega cena nelle Langhe…).

Il viaggio prosegue fino a raggiungere alle 15.40 la periferia di Kathmandu. Il nostro guidatore si sente però ora poco bene, e ci fermiamo probabilmente davanti alla sua abitazione, dove si fa sostituire da un ragazzo più giovane e un po’ sbruffoncello, che arrivando in città sembra non essere neanche in grado di ritrovare il nostro Singi Hotel. Dopo un breve battibecco con Silvia, sembra però aver ragione lui, perché stavolta non siamo più alloggiati al Royal Singi, ma ci hanno trasferito al Durbar Hotel. Nella sosta nel piazzale del primo, recuperiamo fortunosamente il bagaglio lasciato in hotel all’andata da Andrea, e poi ci spostiamo ora nella nuova sistemazione comunque non molto distante, nella viuzza verso lo Yak&Yeti.


0765ab - 28.05.2004 - 13:01 e 0769ab - 13:08 - ottimo pesce fritto, e bambini del villaggio
   
0771ab - 28.05.2004 - 13:11 - Gianni Mortara tra i bambini 0776ab - 28.05.2004 - 13:56 - Enrico Bernieri e Daniele Nardi k.o.
   
2282 - 28.05.2004 - 15:18 e 2283 - 15:34 - e si arriva alla periferia verde di Kathmandu
   
   
Scaricati nuovamente e definitivamente tutti i bagagli, mi faccio finalmente la prima doccia, e anche la barba. Poi scendiamo nella hall dove veniamo a sapere che per la cena stasera si va tutti allo Yak&Yeti! A Giorgio lo Yak&Yeti non deve stare molto simpatico, e poi a suo dire ci si trova sempre a spendere un patrimonio! Così, lui e Gino decidono di andare in Thamel alla Steak House Everest, mentre noi preferiamo raggiungere gli altri allo Yak&Yeti, dove è stato invece organizzato un bellissimo buffet, offerto dalla spedizione, dove pagheremo soltanto le bevande! Passiamo una serata molto simpatica, mangiando davvero bene. Unico neo, la brillante idea di qualcuno di voler far stampare delle stupide magliette, con la scritta "Ossigeno, no grazie", idea per fortuna poi abbandonata, ma significativa della scarsa considerazione verso chi in cima all'Everest c'è arrivato con le bombole...

Poi ci si sposta tutti nella notte in Thamel, a bere qualcosa al Tom&Jerry, locale molto in voga qui e pieno di gente, con molto casino, ma io stanchissimo mi ritiro presto e vado a dormire alle 23.30, svegliando Gino che seguendo Giorgio si è perso questa nostra bella serata brava.


0779ab - 28.05.2004 - 20:28 e 0781ab - 20:31 - grande cena allo Yak&Yeti!
   
0784ab - 28.05.2004 - 20:39 - grande cena allo Yak&Yeti! 0785ab - 29.05.2004 - 2:19 - e nuovamente in Hotel
   

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Ev-K2-cnr le misurazioni dell'Everest


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Oggi
28 maggio 2004

oggi nessuno in cima




   

Ev

diario
capitolo 9
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foto sg Silvia, ab Andy: grazie!
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